Racconti Piccanti
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La puttana del fiume

La puttana del fiume

26 Marzo 2026·3 min di lettura

Giorgio aveva 26 anni e quella sera il cuore gli batteva forte mentre raggiungeva il punto concordato lungo il fiume. Aveva chattato per giorni con Luca su Grindr: foto hot, messaggi sempre più espliciti, fino a quando Luca aveva proposto di vedersi “in un posto tranquillo, all’aperto”. Giorgio aveva accettato, eccitato dall’idea di fare qualcosa di rischioso.

Luca era arrivato puntuale. 23 anni, fisico atletico, sguardo da stronzo che piaceva tanto a Giorgio. Si erano salutati con un bacio rapido e subito le mani avevano iniziato a esplorare. Pochi minuti dopo erano già giù sulla riva, nascosti tra gli alberi e i cespugli che costeggiavano il fiume. L’acqua scorreva lenta, il sole era già tramontato e la luce era quel mezzo buio che rendeva tutto più intenso.

Luca non perse tempo. Fece girare Giorgio a pecora, le ginocchia affondate nella sabbia umida della riva. Gli abbassò i pantaloni e le mutande con un gesto deciso, poi si sputò sulla mano e lubrificò il suo cazzo già duro. Giorgio sentì la cappella premere contro il buco, poi spingere dentro con forza. Emise un gemito basso quando Luca lo penetrò fino in fondo in un’unica spinta profonda.

«Cazzo… sì…» mormorò Giorgio, aggrappandosi alla terra.

Luca iniziò a muoversi, prima con colpi lenti e lunghi, poi sempre più decisi. Il suono della pelle che sbatteva contro la pelle si mescolava con il rumore del fiume. Giorgio era a quattro zampe, il culo per aria, mentre Luca lo inculava con ritmo crescente.

Fu allora che Giorgio li vide.

Tra gli alberi, a una decina di metri di distanza, c’erano delle figure. Due, forse tre ragazzi. Sembravano giovani, nascosti dietro i tronchi, ma si muovevano. Uno spostò leggermente la testa per guardare meglio. Giorgio si irrigidì.

«Luca… cazzo, ci sono dei ragazzi lì…» sussurrò con voce tremante, cercando di voltarsi.

Luca gli afferrò i fianchi più forte e continuò a spingere, senza rallentare.

«Non c’è nessuno, tranquillo» rispose con voce roca, quasi divertita. «È solo la luce, stai tranquillo.»

«Ma li vedo… si stanno muovendo!» insistette Giorgio, il cuore che batteva all’impazzata. La paura gli strinse lo stomaco, ma allo stesso tempo sentì il suo cazzo diventare ancora più duro, che pulsava nel vuoto.

Luca rise piano e aumentò il ritmo, scopandolo più forte, più a fondo. Ogni colpo faceva sobbalzare Giorgio in avanti.

«Ti ho detto che non c’è nessuno. Rilassati e prendilo» gli ordinò, la voce bassa e autoritaria.

Giorgio cercò di concentrarsi sul piacere, ma gli occhi continuavano a tornare verso quegli alberi. Uno dei ragazzi si era spostato un po’ di lato, chiaramente per vedere meglio. Un altro sembrava avere il telefono in mano, forse stava filmando. O forse no. La luce era troppo poca per esserne sicuro.

La combinazione di paura ed eccitazione era devastante.

Luca ora lo stava sfondando sul serio: colpi potenti, veloci, aggressivi. Il suo cazzo entrava e usciva completamente, sbattendo contro le natiche di Giorgio con forza. Il rumore era osceno.

«Oddio… Luca… ci stanno guardando…» gemette Giorgio, la voce rotta.

«Che ti guardino» ringhiò Luca, afferrandogli i capelli e tirandogli la testa indietro mentre continuava a inculare senza pietà. «Anzi, fai vedere quanto ti piace prenderlo nel culo.»

Quella frase fu troppo.

Il terrore e l’eccitazione si mescolarono in un’onda violentissima. Giorgio sentì il piacere salire improvviso, incontrollabile. Il suo buco si contrasse intorno al cazzo di Luca, le gambe gli tremarono e, senza toccarsi nemmeno una volta, venne. Schizzi densi e potenti colpirono la sabbia sotto di lui mentre il suo corpo veniva scosso dagli spasmi.

Luca non si fermò. Anzi, sentendo il culo di Giorgio stringersi così forte intorno a lui, ringhiò e lo scopò ancora più violentemente, prolungando l’orgasmo di Giorgio fino a farlo quasi urlare.

Solo dopo qualche secondo Luca rallentò, diede ancora qualche colpo profondo e poi si tirò fuori, venendo a sua volta con un grugnito sulla schiena di Giorgio.

Rimasero entrambi ansimanti. Giorgio, ancora scosso, guardò di nuovo verso gli alberi.

Le figure non c’erano più. O forse non c’erano mai state davvero.

Luca gli diede una pacca sul culo e rise piano.

«Visto? Non c’era nessuno.»

Giorgio non rispose. Non era più sicuro di niente… tranne del fatto che era appena venuto come mai nella sua vita.

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