Racconti Piccanti
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La puttana del fiume (parte 6)

La puttana del fiume (parte 6)

26 Marzo 2026·4 min di lettura

Il sesto appuntamento fu diverso fin dall’inizio. Luca sembrava particolarmente soddisfatto quando Giorgio arrivò al fiume. Non disse molto. Lo fece spogliare, lo mise a quattro zampe sulla sabbia umida e lo penetrò senza preliminari, iniziando a scoparlo con colpi lenti e profondi.

Il ritmo crebbe gradualmente. Luca lo afferrò per i fianchi e cominciò a sfondarlo con forza sempre maggiore, colpi potenti e ritmati che facevano sobbalzare tutto il corpo di Giorgio.

A un certo punto, mentre lo inculava con decisione, Luca tirò fuori il telefono, lo sbloccò e lo piazzò davanti al viso di Giorgio, tenendolo con una mano.

«Guarda» disse con voce bassa, quasi divertita. «Adesso capisci tutto.»

Partì il video.

Non era un semplice filmino amatoriale. Era un vero e proprio montaggio, come un piccolo film porno fatto con cura.

Partiva dal primo incontro: Giorgio a pecora sulla riva mentre Luca lo inculava. L’inquadratura era da dietro, poi da un’angolazione laterale, come se qualcuno fosse nascosto tra gli alberi. Si vedevano chiaramente i movimenti di Giorgio che si irrigidiva e guardava verso gli alberi.

Poi passava al secondo incontro: Giorgio nudo a quattro zampe che succhiava Luca in piedi. Diverse angolature, zoom sul viso di Giorgio mentre veniva tenuto per la testa e scopato in bocca brutalmente. Si sentivano le risatine di sottofondo e qualche commento sussurrato.

Il terzo incontro era montato con tagli netti: Giorgio sdraiato sulla schiena con le gambe aperte, Luca che lo sfondava guardandolo negli occhi, mentre la telecamera riprendeva da vari punti tra gli alberi. Le parole volgari di Luca («Ti sto sfondando il culo, troia!») erano state registrate chiaramente e mixate con una musica di sottofondo bassa e ritmata, quasi da porno professionale. Sopra le immagini apparivano scritte bianche volgari che comparivano e sparivano: «Prima volta al fiume», «Si fa guardare», «Troia all’aperto».

Il quarto incontro era il più lungo: Giorgio bendato e legato a quattro zampe, Luca che lo inculava con crescente brutalità. Si vedevano chiaramente i momenti in cui Luca gli sussurrava all’orecchio «Ci sono tre ragazzi che ti stanno guardando e filmando». La telecamera si muoveva, mostrando primi piani del cazzo di Luca che entrava e usciva dal buco di Giorgio, e zoom sul suo viso bendato mentre si dimenava.

Poi arrivava il quinto incontro, il più esplicito: Giorgio bendato, con il divaricatore in bocca, che alternava il dildo e cazzi veri. Si vedevano chiaramente due ragazzi diversi che si alternavano nella sua bocca mentre Luca lo scopava da dietro. Le inquadrature erano multiple: frontale, laterale, dall’alto. La musica di sottofondo era più forte, con bassi pesanti. Scritte volgari continuavano a comparire: «Usato da sconosciuti», «Bocchinara bendata», «Tre cazzi per la troia», «Viene senza toccarsi».

Il video finiva con un montaggio rapido di tutti gli orgasmi di Giorgio: le volte in cui era venuto senza toccarsi, il viso distorto dal piacere e dalla paura, il corpo che tremava.

Luca aveva montato tutto con cura: tagli puliti, angolature diverse, musica di sottofondo, testi volgari che scorrevano sullo schermo. Sembrava davvero un cortometraggio porno amatoriale fatto con intenzione.

Mentre il video andava, Luca non aveva mai smesso di scopare Giorgio. Anzi, aveva aumentato il ritmo, sfondandolo con colpi brutali e profondi.

Giorgio fissava lo schermo con gli occhi spalancati, il viso rosso di vergogna bruciante. Ora capiva tutto. Non era mai stata solo fantasia. Non era solo il vento. Luca aveva organizzato tutto fin dall’inizio. C’erano davvero altre persone. Lo avevano filmato in tutti gli incontri. Lo avevano usato.

L’umiliazione era totale.

Luca rise piano, una risata bassa e soddisfatta, mentre continuava a martellarlo senza pietà.

«Hai capito adesso? Ti ho fatto riprendere in tutti i nostri incontri. Ti hanno guardato, filmato e usato mentre credevi che fosse solo un gioco nella tua testa.»

Giorgio tremava violentemente. La vergogna era così intensa che gli toglieva il fiato. Vedere se stesso in quel video, trasformato in una troia bendata e legata che veniva usata da sconosciuti, mentre Luca rideva e lo sfondava…

Non resse più.

Venne all’improvviso, senza toccarsi. Il suo corpo fu scosso da spasmi fortissimi, il buco che si contraeva spasmodicamente intorno al cazzo di Luca mentre schizzava sulla sabbia sotto di lui con fiotti potenti.

Luca rise più forte, chiaramente eccitato dalla reazione di Giorgio.

«Bravo… vieni mentre guardi che troia sei stato!»

Continuò a sfondarlo con forza selvaggia, prolungando l’orgasmo di Giorgio fino a farlo gemere disperatamente, mentre il video arrivava alla fine.

Solo quando Giorgio smise di tremare, Luca spinse fino in fondo e venne dentro di lui, riempiendolo di sborra calda con grugniti soddisfatti.

Tirò fuori il cazzo lentamente e mise via il telefono.

Giorgio rimase a quattro zampe, distrutto, umiliato, con le guance bagnate e il respiro spezzato.

Luca gli diede una pacca sul culo e disse con tono tranquillo ma divertito:

«Adesso lo sai. Era tutto vero. E ti è piaciuto da morire.»

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