Racconti Piccanti
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Succhia mentre guardano, amore mio

Succhia mentre guardano, amore mio

05 Marzo 2026·4 min di lettura

Sono Erica, ho 28 anni e vivo con Massimo, il mio fidanzato da tre anni. Lui è uno di quegli uomini che ti fanno venire voglia di spaccare tutto: un misto tra uno stronzo patentato e un ragazzino che non cresce mai. A volte mi fa ridere con le sue cazzate, altre mi manda in bestia con le sue pretese da macho del cazzo. Eppure, non so perché, resto con lui. Forse perché sotto sotto mi eccita quando tira fuori quel lato dominante, anche se mi fa incazzare.

Una sera, come tante, Massimo ha invitato due dei suoi amici, Luca e Simone, a casa nostra per guardare una partita. Io, come al solito, faccio la parte della brava padrona di casa: porto birre, preparo qualche stuzzichino, sorrido alle loro battute sceme. Hanno tirato fuori una canna e se la stanno fumando sul divano, riempiendo il salotto di un odore acre che mi dà fastidio. Io non fumo, non mi piace, ma loro se ne fregano e ridono come idioti per ogni stronzata che dice la tele. Massimo è seduto in mezzo, con quel suo sorrisetto da sbruffone, e ogni tanto mi lancia occhiate che non so decifrare. Sento che c’è qualcosa nell’aria, ma non capisco cosa.

Verso la fine del primo tempo, mentre porto via i piatti vuoti, Massimo mi chiama con quel tono che usa quando vuole qualcosa. “Ehi, Eri, vieni qua un attimo.” Mi avvicino, un po’ sulle spine, e lui mi tira per un braccio, facendomi sedere sulle sue ginocchia. Luca e Simone sghignazzano, strafatti, con gli occhi rossi e le facce da scemi. Mi sento a disagio, ma non voglio fare una scenata davanti a loro. “Che c’è?” gli chiedo, cercando di sembrare calma. Lui mi stringe la vita con una mano, l’altra me la mette sulla coscia, sotto la gonna. “Niente, sto bene con te qua,” dice, ma il suo tono è troppo strafottente per essere sincero. Sento il suo fiato caldo sul collo, puzza di birra e fumo, e mi accorgo che sta iniziando a eccitarsi. Vorrei spingerlo via, dirgli di smetterla, ma allo stesso tempo c’è una parte di me che si accende. È sempre così con lui: mi fa sentire una cretina, ma mi scalda.

La partita ricomincia, ma Massimo non mi lascia andare. Mi tiene lì, accarezzandomi la coscia sempre più in alto, e io inizio a sudare. Luca e Simone fanno finta di guardare lo schermo, ma li vedo che ci lanciano occhiate e si scambiano sorrisi da deficienti. “Massi, smettila,” sussurro, cercando di non attirare attenzione. Lui ride piano, mi bacia il collo e dice: “Rilassati, mica stiamo facendo niente di male.” Ma la sua mano continua a salire, e io mi sento sempre più in trappola. Una parte di me vuole alzarsi e mandarlo affanculo, ma un’altra parte, quella che odio, si sta bagnando per come mi tocca davanti a loro. È umiliante, ma non riesco a spegnere quella sensazione.

Dopo un po’, mentre la partita va avanti, Massimo si sposta, mi fa scivolare giù dalle sue ginocchia e mi guida con una mano sulla nuca verso il pavimento. “Dai, Eri, fai la brava,” mi dice a bassa voce, con quel tono viscido che sa usare così bene. Io lo guardo, incredula, ma lui mi fissa con quegli occhi che non lasciano spazio a discussioni. “Non fare la stronza, lo sai che mi piace,” aggiunge, e io sento una fitta di rabbia mista a eccitazione. Luca e Simone stanno ridendo, completamente fatti, e uno dei due dice: “Oh, cazzo, che coppia!” Mi sento le guance in fiamme, ma non riesco a dire di no. Mi metto in ginocchio davanti a lui, sul tappeto del salotto, con il cuore che mi batte all’impazzata. Massimo si slaccia i jeans con calma, tira fuori il cazzo già mezzo duro e me lo mette davanti. “Avanti, amore mio,” dice, con un ghigno.

Inizio piano, con la bocca, sentendo il sapore salato della sua pelle. Lui geme piano, ma continua a parlare con gli amici come se niente fosse. “Oh, cazzo, quella giocata era una merda,” dice, mentre io glielo succhio, muovendo la lingua sulla punta. Sento le loro risate, i loro commenti sulla partita, e mi sembra di essere in un incubo. Eppure, più lo faccio, più mi sento bagnata tra le gambe. È assurdo, ma il modo in cui mi usa, davanti a loro, mi fa impazzire. Glielo prendo più a fondo, muovendo la testa su e giù, mentre con una mano mi tengo alla sua coscia. Lui mi accarezza i capelli, ma senza guardarmi, come se fossi un oggetto. “Brava, Eri,” dice a un certo punto, e io mi odio per come quelle parole mi eccitano.

Dopo un po’, sento che sta per venire. Il suo respiro si fa più corto, i suoi fianchi si muovono appena, spingendo contro la mia bocca. “Cazzo, sì,” grugnisce, e poi mi viene dentro, un fiotto caldo che mi riempie la gola. Io ingoio, non ho scelta, mentre lui si lascia andare con un lungo sospiro. Luca e Simone se la ridono, uno dice: “Cazzo, Massi, sei un boss!” e l’altro aggiunge: “Che troia, eh?” Mi sento una merda, ma allo stesso tempo sono eccitata da morire. Massimo mi guarda finalmente, con un sorrisetto soddisfatto, e mi dice: “Vai a dormire, amore, siamo a posto qui.” Mi alzo, con le gambe che tremano, e vado in camera senza dire una parola. Sento ancora le loro risate e l’odore di fumo che mi segue lungo il corridoio.

Mi sdraio sul letto, con il cuore che ancora mi martella nel petto. Non so perché l’ho fatto, non so perché mi sono lasciata usare così. Ma mentre chiudo gli occhi, sento ancora quel calore tra le gambe, quella voglia che non se ne va. E so che, in qualche modo, domani sarà tutto come prima. Con Massimo, è sempre così.

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