Mia moglie scopata da due bestie
Ho trentacinque anni, una vita normale, un lavoro da impiegato e una moglie, Sara, che ultimamente mi sta sfuggendo di mano. Non so cosa le sia preso, ma da un mese esce di casa con scuse del cazzo tipo “vado a fare un giro” o “devo vedere un’amica”. Io non sono uno scemo, ho capito che c’è sotto qualcosa. Così, stasera, quando è uscita con un vestito aderente che non le avevo mai visto addosso, ho deciso di seguirla. Ho preso la macchina, ho tenuto le distanze, e l’ho vista parcheggiare in una zona di periferia che non conosco, vicino a un locale senza insegne, solo una porta nera con un tizio grosso davanti. Lei è entrata, e io sono rimasto fuori come un coglione, col cuore che mi batteva forte. Che cazzo sta succedendo?
Ho aspettato un po’, poi ho deciso di entrare. Il buttafuori mi ha squadrato, ha chiesto se avevo la prenotazione. Ho detto di no, ma che volevo solo dare un’occhiata. Ha tirato fuori un tablet, mi ha fatto pagare un biglietto da cento euro – cento fottuti euro! – e mi ha fatto firmare una specie di liberatoria. Non ho capito un cazzo di cosa stessi firmando, ma volevo sapere dov’era Sara. Mi ha fatto entrare in una sala buia, con una decina di altri tizi seduti su delle sedie scomode, tutti che fissavano uno schermo gigante. Mi sono seduto in fondo, cercando di non attirare attenzione. Poi lo schermo si è acceso, e ho sentito il sangue gelarsi.
Era uno spettacolo dal vivo, trasmesso da un’altra stanza. E c’era Sara, mia moglie, al centro della scena. Era nuda, sdraiata su un letto enorme, con due tizi muscolosi intorno a lei. Due bestie, con muscoli gonfi e tatuaggi ovunque, che la toccavano senza pudore. Uno le stringeva le tette, l’altro le aveva già messo le mani tra le gambe. Io ero paralizzato. Una parte di me voleva spaccare tutto, urlare, tirarla via da lì. Ma un’altra parte, una che non voglio nemmeno ammettere di avere, era eccitata. Mi sentivo un pervertito, ma non riuscivo a distogliere gli occhi. Intorno a me, gli altri uomini nella sala avevano già iniziato a toccarsi. Sentivo il rumore delle cerniere, dei respiri pesanti. Ero disgustato, ma il mio corpo non mentiva: ce l’avevo duro.
Sullo schermo, i due tizi non perdevano tempo. Quello più scuro, con una barba folta, si era inginocchiato tra le gambe di Sara e le stava leccando la figa con una foga che non avevo mai visto. Lei gemeva, si contorceva, con le mani nei suoi capelli, spingendolo più a fondo. L’altro, un biondo con le spalle larghe come un armadio, le succhiava i capezzoli, tirandoli con i denti. Ogni tanto le dava uno schiaffo leggero sul seno, e lei sembrava gradire, perché sorrideva e gli diceva “ancora”. Io non ci potevo credere. Era mia moglie, la donna con cui condivido il letto da dieci anni, e sembrava un’altra persona. Mi sentivo tradito, ma allo stesso tempo non riuscivo a smettere di guardare. Mi sono accorto che stavo stringendo i braccioli della sedia così forte che mi facevano male le mani.
Lo spettacolo è andato avanti per un bel po’. Il tizio scuro si è alzato e si è messo a sfregare il cazzo contro la figa di Sara, senza ancora penetrarla. Lei lo implorava, con una voce che non riconoscevo: “Dai, mettimelo dentro, non farmi aspettare”. Lui rideva, la stuzzicava, le dava qualche colpetto con la punta. Intanto il biondo si era messo in ginocchio vicino alla sua faccia, e Sara glielo aveva preso in bocca senza esitare. Lo succhiava con una voglia che non avevo mai visto, mentre con la mano gli stringeva le palle. Io ero un misto di rabbia e desiderio. Non ce la facevo più a stare fermo. Ho abbassato lo sguardo e ho visto che intorno a me quasi tutti si stavano segando apertamente. Mi sono sentito in imbarazzo, ma il calore che sentivo nei pantaloni era insostenibile. Ho slacciato la cintura, ho tirato fuori il cazzo e ho iniziato a toccarmi, lento, cercando di non farmi notare troppo.
Poi sul video è successo quello che aspettavo, o temevo. Il tizio scuro l’ha penetrata, con un colpo deciso, e Sara ha urlato di piacere. Lui la sbatteva con una forza brutale, ogni spinta faceva tremare il letto. Lei teneva ancora il cazzo dell’altro in bocca, e ogni tanto lo tirava fuori per gemere o dire frasi come “Sì, così, spaccami”. L’odore di sudore e sesso sembrava quasi arrivare fino a me attraverso lo schermo. Sentivo i suoni bagnati, i colpi della carne contro la carne, i respiri affannosi. Il biondo a un certo punto si è spostato, si è messo dietro di lei, le ha alzato i fianchi e ha iniziato a leccarle il culo, mentre l’altro continuava a scoparla davanti. Poi, con un movimento sincronizzato che sembrava studiato, il biondo l’ha penetrata da dietro, mentre l’altro non si fermava. Sara era tra loro due, schiacciata, con un cazzo nella figa e uno nel culo, e gridava di piacere, un piacere che sembrava quasi dolore.
Io non ci capivo più niente. Mi stavo segando come un disperato, senza nemmeno pensarci. Ogni spinta che vedevo sullo schermo mi faceva immaginare di essere lì, di essere uno di loro, o anche solo di guardarla più da vicino. Intorno a me, gli altri tizi gemevano, qualcuno veniva già, e io sentivo il calore salire. Quando Sara ha urlato un’ultima volta, con un orgasmo che sembrava squassarle tutto il corpo, ho perso il controllo. Sono venuto anch’io, con un grugnito che ho cercato di soffocare, sporcandomi la mano e i pantaloni. Mi sono sentito un idiota, ma anche liberato, in qualche modo.
Lo spettacolo è finito poco dopo. I due tizi si sono tirati indietro, Sara si è sdraiata sul letto, ansimante, con un sorriso soddisfatto. Lo schermo si è spento, e nella sala è calato il silenzio, rotto solo dal rumore di qualcuno che si sistemava i vestiti. Mi sono pulito alla meglio con un fazzoletto, ho tirato su la cerniera e sono rimasto seduto un momento, con la testa vuota. Non so cosa penserò domani di tutto questo. Non so se affronterò Sara, se le dirò che l’ho vista, o se farò finta di niente. Ma una cosa è certa: stasera ho scoperto qualcosa di me che non conoscevo. E, in qualche strano modo, non vedo l’ora di vedere cosa succede la prossima volta che esce di casa.
