Racconti Piccanti
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Protetta dal mio ex

Protetta dal mio ex

26 Marzo 2026·9 min di lettura

Sono Sofia, ho trentanove anni e stasera ho deciso di uscire dalla mia zona di conforto. Dopo mesi di routine, un’amica mi ha convinta a venire a questa festa in una villa isolata in collina, lontana dalla città e da qualsiasi sguardo indiscreto. Non conosco quasi nessuno, ma ho bisogno di distrarmi. Indosso un vestito nero aderente, tacchi alti, capelli sciolti sulle spalle. Mi guardo allo specchio prima di entrare e penso che, sì, sto ancora bene. Voglio sentirmi viva, almeno per una notte.

La villa è enorme, con luci soffuse e musica che pulsa a volume moderato. Ci sono persone ovunque, bicchieri in mano, risate che si mescolano agli accordi di un basso profondo. Mi muovo tra la folla, prendo un drink e scambio qualche parola con sconosciuti. Ma non passa molto tempo prima che lo veda. Matteo, il mio ex. È dall’altra parte della sala, mi fissa con quell’espressione che conosco troppo bene: un misto di rabbia e possesso. Non ci parliamo da mesi, ma so che è qui per controllarmi. Lo ignoro, o almeno ci provo, voltandogli le spalle. Sento il suo sguardo pesarmi addosso.

Mentre cerco di concentrarmi su una conversazione banale con un tizio che parla di vini, Matteo si avvicina. È ubriaco, lo capisco dal modo in cui barcolla e dal tono della sua voce quando mi chiama. “Sofia, che cazzo ci fai qui? Pensi di fare la troia in giro mentre io sto male per te?” La sua voce è alta, troppo alta. Le persone intorno si voltano, l’imbarazzo mi brucia le guance. Cerco di rispondere con calma. “Matteo, non è il momento. Lasciami in pace.”

Ma lui non molla. Mi afferra il braccio, stringe forte. “Non vai da nessuna parte finché non parliamo.” Il suo alito sa di alcol e sigarette, mi dà fastidio. Provo a liberarmi, ma la sua presa è ferrea. È in quel momento che tre uomini si avvicinano. Sono alti, sulla quarantina, con un’aria sicura e decisa. Uno di loro, capelli brizzolati e sguardo penetrante, si piazza tra me e Matteo. “Amico, lasciala stare. Non vedi che non vuole parlarti?”

Matteo lo guarda con disprezzo, ma un altro dei tre, più robusto, con una camicia scura che tira sui muscoli, gli si avvicina minaccioso. “Sparisci, prima che ti facciamo sparire noi.” Il terzo, più tranquillo ma con un tono che non ammette repliche, aggiunge: “Non fare cazzate. Vai a bere da un’altra parte.” Matteo impreca sottovoce, ma alla fine molla la presa e si allontana, borbottando insulti. Io tiro un respiro profondo, il cuore che mi batte all’impazzata.

Il primo uomo, quello coi capelli brizzolati, si gira verso di me. “Tutto bene? Mi chiamo Luca. Questi sono Marco e Davide. Sei con noi, non ti preoccupare.” La sua voce è calma, rassicurante. Marco, il più robusto, mi sorride. “Quel tipo è un idiota. Vieni, ti portiamo in un posto più tranquillo, così ti calmi.” Davide, con un’espressione più seria, annuisce. “Seguici, Sofia. Qui c’è troppa confusione.”

Accetto senza pensarci troppo. Mi sento vulnerabile, ma la loro presenza mi dà una strana sicurezza. Mi guidano attraverso un corridoio, lontano dalla festa, fino a una stanza al piano superiore. È una camera ampia, con un letto king size, tende pesanti e una luce calda che arriva da una lampada d’angolo. Chiudono la porta dietro di noi. Luca si siede su una poltrona, Marco resta in piedi vicino alla finestra, Davide si appoggia al muro. Mi guardano tutti e tre, ma non in modo minaccioso. C’è qualcosa nei loro occhi, un’intensità che mi fa accelerare il battito.

“Grazie,” dico, con la voce ancora un po’ tremante. “Non so cosa avrei fatto senza di voi.”

Luca si alza e si avvicina. “Non devi ringraziarci. Ma ora rilassati. Sei al sicuro qui.” La sua mano sfiora la mia spalla, un tocco leggero ma fermo. Sento un brivido lungo la schiena. Marco ride piano. “Sai, Sofia, sembri una che ha bisogno di staccare la testa da tutto. Che ne dici se ci divertiamo un po’?” La sua voce è profonda, carica di sottintesi. Davide aggiunge, con un mezzo sorriso: “Nessuno ti disturberà qui. Solo noi quattro.”

Non so se è l’adrenalina della situazione con Matteo o il modo in cui mi guardano, ma sento il calore salirmi al viso. “Divertirci come?” chiedo, anche se una parte di me sa già la risposta. Luca si avvicina ancora, il suo viso a pochi centimetri dal mio. “Come vuoi tu. Ma possiamo farti dimenticare tutto, se ci lasci fare.” Il suo respiro è caldo contro la mia guancia. Non rispondo subito, ma il mio corpo parla per me. Annuisco, quasi senza accorgermene.

Luca non perde tempo. Le sue mani scivolano lungo le mie braccia, poi dietro la schiena, trovando la zip del vestito. La tira giù con una lentezza che mi fa impazzire, il suono del metallo che scorre è l’unica cosa che sento oltre al mio respiro. Il tessuto cade a terra, lasciandomi in reggiseno nero di pizzo e mutandine coordinate. Marco fischia piano. “Cazzo, sei uno spettacolo.” Davide si avvicina, i suoi occhi scuri che mi studiano. “Girati, fammi vedere meglio.” Obbedisco, sentendomi esposta ma stranamente a mio agio sotto i loro sguardi.

Luca si inginocchia davanti a me, le sue mani sui miei fianchi. Mi bacia la pancia, la sua bocca è calda, la barba corta pizzica appena. Scende più in basso, sfiorando l’orlo delle mutandine con le labbra. Sento il suo respiro attraverso il tessuto sottile, e un’ondata di calore mi attraversa. “Ti piace?” mi chiede, alzando lo sguardo. “Sì,” rispondo, la voce roca. “Non fermarti.”

Marco si avvicina da dietro, le sue mani grandi mi accarezzano le spalle, poi scendono a slacciare il reggiseno. Lo fa cadere a terra e mi stringe i seni, i suoi palmi ruvidi contro la mia pelle morbida. “Hai delle tette perfette, lo sai?” mormora al mio orecchio, il suo fiato caldo che mi fa rabbrividire. Davide, ancora in disparte, si sfila la camicia, rivelando un torace scolpito. “Aspetta il tuo turno, Marco. Voglio sentirla anch’io.” La sua voce è calma, ma c’è una fame nei suoi occhi che mi fa battere il cuore più forte.

Luca tira giù le mutandine, lasciandomi completamente nuda. Mi bacia l’interno delle cosce, la sua lingua disegna cerchi lenti, avvicinandosi sempre di più al centro. Quando finalmente mi tocca lì, con la punta della lingua, gemo senza trattenermi. Il sapore del mio desiderio lo fa mugugnare di piacere. “Sei già così bagnata,” dice, la voce bassa. “Ti facciamo impazzire, vero?” Non riesco a rispondere, la sensazione è troppo intensa. Le sue mani mi tengono ferma, i pollici che premono sulla carne delle cosce mentre la sua bocca lavora su di me.

Marco mi gira la testa verso di lui e mi bacia, un bacio profondo, affamato. La sua lingua esplora la mia bocca, sa di whiskey e di qualcosa di più selvaggio. Le sue mani continuano a giocare coi miei seni, pizzicando i capezzoli fino a farmi ansimare contro le sue labbra. “Ti piace essere toccata così, eh? Dimmi quanto lo vuoi,” sussurra, mordicchiandomi il labbro. “Lo voglio,” rispondo, quasi senza fiato. “Voglio tutto.”

Davide si avvicina, si sbottona i jeans e li lascia cadere. È già duro, e la vista di lui, così pronto, mi fa venire un brivido. Si posiziona dietro di me mentre Luca continua a lavorare con la bocca. Sento le mani di Davide sui miei fianchi, poi più in basso, tra le natiche. “Rilassati, Sofia. Ti prendo con calma,” dice, la voce ferma. Sento la pressione, lenta ma decisa, mentre entra in me da dietro. È grosso, mi riempie completamente, e il mix di dolore e piacere mi fa gemere forte. “Cazzo, sei stretta,” grugnisce, muovendosi piano. “Ti piace sentirlo tutto dentro, vero?” “Sì, non fermarti,” ansimo, spingendomi contro di lui.

Luca si alza, si slaccia i pantaloni e si posiziona davanti a me. Anche lui è pronto, il suo membro spesso e duro davanti ai miei occhi. “Apri la bocca,” ordina, e io obbedisco. Lo prendo dentro, sentendo il suo sapore salato, il calore contro la lingua. Muovo la testa avanti e indietro, mentre lui mi guida con una mano tra i capelli. “Brava, così,” mormora, la voce spezzata dal piacere. “Sei una meraviglia.”

Marco si sposta di lato, si toglie i vestiti e si masturba guardandoci. “Cazzo, non vedo l’ora di essere dentro di te,” dice, gli occhi fissi su di me. Davide continua a spingere da dietro, ogni colpo più profondo, il suono della nostra pelle che si scontra riempie la stanza. L’odore del sesso, del sudore, dei loro corpi mi avvolge, mi fa girare la testa. Ogni senso è amplificato: il sapore di Luca nella mia bocca, il tocco ruvido delle mani di Davide sui fianchi, il suono dei gemiti di tutti e tre che si mescolano ai miei.

Dopo un po’, si scambiano di posto. Luca si sdraia sul letto, mi fa salire sopra di lui. Mi penetra lentamente, guardandomi negli occhi. “Cavalcami, Sofia. Fammi vedere come ti muovi.” Le sue mani sono sulle mie cosce, guidano i miei movimenti. Mi muovo su di lui, sentendo ogni centimetro che mi riempie, il ritmo che accelera. Marco si inginocchia accanto a me, mi offre il suo membro. Lo prendo in bocca, succhiando con forza mentre lui geme. “Sì, così, non smettere,” dice, la voce rauca. Davide, dietro di me, mi accarezza la schiena, poi si avvicina, lubrificando di nuovo. “Pronta per prenderci entrambi?” chiede. Annuisco, troppo persa nel piacere per parlare.

Sento Davide entrare di nuovo da dietro, mentre Luca continua a muoversi sotto di me. La sensazione di essere riempita in entrambi i modi è travolgente, un misto di pressione e piacere che mi fa urlare. “Cazzo, vi sento tutti e due,” dico tra i gemiti. Luca ride piano. “Ti piace essere nostra, eh? Dimmi quanto ti piace.” “Mi piace da morire,” rispondo, la voce spezzata. Marco mi tira i capelli leggermente, spingendo più a fondo nella mia bocca. “Sei nostra stasera, Sofia. Tutta nostra.”

Continuiamo così, i loro movimenti sincronizzati, ogni spinta che mi porta più vicino al limite. Il sudore mi cola lungo la schiena, i loro respiri pesanti mi riempiono le orecchie. L’odore della loro pelle, il sapore di Marco, il tocco di Luca e Davide che mi tengono ferma, tutto si mescola in un’ondata di sensazioni che non riesco a controllare. “Sto per venire,” dico, la voce tremante. Luca mi guarda, un sorriso predatorio sul viso. “Vieni per noi, Sofia. Fatti sentire.” Davide accelera, spingendo più forte. “Sì, stringimi, fammi sentire tutto,” grugnisce.

L’orgasmo mi colpisce come un’onda, il mio corpo trema, ogni muscolo si contrae mentre urlo il mio piacere. Luca viene subito dopo, lo sento pulsare dentro di me, il calore che mi riempie. Davide si ritira un attimo prima, il suo liquido caldo che mi bagna la schiena. Marco si lascia andare nella mia bocca, il sapore forte che mi invade mentre ingoio, guardandolo negli occhi. “Brava,” dice, accarezzandomi il viso. “Sei stata perfetta.”

Ci sdraiamo tutti sul letto, il respiro ancora pesante, i corpi intrecciati. Non c’è imbarazzo, solo una strana calma. Mi sento protetta, desiderata, completamente sazia. Luca mi bacia la fronte, Marco mi accarezza la gamba, Davide mi stringe una mano. “Sei al sicuro con noi,” dice Luca, e per la prima volta stasera, ci credo davvero.

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