Inginocchiata per la live del cazzo
Sono Jessica, ho 24 anni, e non avrei mai pensato di ritrovarmi in una situazione del genere. Tutto è iniziato un mese fa, alla fiera nerd più grande della zona. Ero lì per i fumetti e i cosplay, con il mio costume da Harley Quinn un po’ scollacciato, ma niente di scandaloso. Tra una bancarella e l’altra, ho conosciuto Luca e Marco, due ragazzi di 20 anni, famosi streamer di videogiochi. Li avevo già visti online, con migliaia di follower che pendevano dalle loro labbra mentre insultavano avversari su Twitch. Dal vivo erano più bassi di quanto sembrassero, ma avevano un carisma del cazzo, sempre a ridere e fare battute. Mi hanno riconosciuta per il costume e mi hanno chiesto una foto. Da lì abbiamo iniziato a chiacchierare.
Nelle settimane successive ci siamo visti spesso. Uscivamo insieme, pizzeria, birre, qualche live dove mi coinvolgevano per fare due risate con i loro fan. Ero l’amica “normale” che non capiva niente di streaming, e questo li divertiva. Luca era il più sfacciato, sempre con battute spinte, mentre Marco era più tranquillo, ma con uno sguardo che a volte mi faceva arrossire. Non ci provavano, però. Eravamo solo amici, o almeno così pensavo. Eppure, ogni tanto, mi ritrovavo a fantasticare su di loro, soprattutto dopo qualche birra di troppo. Mi dicevo che era solo curiosità, niente di più.
Una sera, a casa di Luca, le cose hanno preso una piega diversa. Eravamo nel suo salottino, con le luci al neon da gaming e la telecamera sempre pronta sul treppiede. Avevamo bevuto un bel po’, birra e shottini di vodka che mi avevano fatto girare la testa. Ridevamo come scemi, e a un certo punto Luca ha detto: “Ragazzi, facciamo una live diversa stasera. Qualcosa di… unico.” Marco ha riso, io ho alzato un sopracciglio, un po’ confusa. “Tipo cosa?” ho chiesto. Luca mi ha guardata con un ghigno: “Tipo che insegniamo a Jessica come si fa un pompino perfetto. Davanti alla cam.” Mi è andata di traverso la birra. Ho tossito, rossa in faccia, mentre Marco annuiva come se fosse la cosa più normale del mondo. “Dai, Jess, sarebbe uno spasso. I fan impazzirebbero.”
Mi sono sentita un misto di imbarazzo e… non lo so, una specie di fremito. Ero incazzata per la proposta, ma allo stesso tempo qualcosa dentro di me si stava accendendo. “Siete fuori di testa,” ho detto, ma la mia voce non era convinta. Luca si è avvicinato, sedendosi sul bracciolo del divano accanto a me. “Non è niente di che, Jess. Solo un gioco. E poi, ammettilo, ti piacerebbe provare.” La sua mano si è posata sulla mia spalla, un tocco leggero ma deciso. Ho sentito un brivido lungo la schiena. Marco mi guardava, con quel suo sorriso storto, e ha aggiunto: “Se non vuoi, non lo facciamo. Però sembri curiosa.” Cazzo, avevano ragione. Ero curiosa. E ubriaca. E, diciamocelo, quei due mi piacevano da settimane.
Dopo un po’ di tira e molla, ho ceduto. “Va bene, ma solo perché sono sbronza,” ho borbottato, cercando di giustificarmi. Luca ha acceso la telecamera, avviando la live. “Ok, ragazzi, stasera lezione speciale con la nostra Jess,” ha detto al microfono, mentre io mi sentivo morire dentro. Mi hanno fatta mettere in ginocchio sul tappeto, proprio davanti alla cam. Mi sentivo esposta, umiliata, ma c’era anche un’eccitazione che non riuscivo a spiegare. La chat dei fan già esplodeva di commenti che non osavo leggere. Luca si è slacciato i jeans, tirando fuori il cazzo senza troppi complimenti. Era già mezzo duro, e io ho deglutito a fatica. Marco ha fatto lo stesso, restando un po’ più indietro, con un’espressione tra il divertito e l’eccitato.
“Ok, Jess, inizia piano,” ha detto Luca, con un tono da professore del cazzo. “Prendilo in mano, prima. Senti com’è.” Ho esitato, le mani che tremavano un po’, ma poi l’ho afferrato. Era caldo, pulsante, e mi sono sentita arrossire ancora di più. “Brava, ora accarezzalo su e giù, lentamente,” ha continuato lui. Ho seguito le sue istruzioni, muovendo la mano con movimenti incerti. Marco si è avvicinato, mettendosi al suo fianco. “Adesso prova con la bocca, ma solo la punta,” ha detto, con voce più bassa. Mi sono chinata, sentendo il cuore battere forte. Ho aperto la bocca e ho leccato la punta del cazzo di Luca, un sapore salato che mi ha fatto rabbrividire. “Cazzo, sì, così,” ha mormorato lui, con un gemito leggero. Ho alzato lo sguardo, vedendo la telecamera che ci inquadrava. Mi sentivo una troia, ma… mi piaceva.
I preliminari sono andati avanti per un bel po’. Luca e Marco mi davano indicazioni precise, quasi come se fosse davvero una lezione. “Lecca lungo l’asta, Jess, usa la lingua,” diceva uno. “Ora prova a prenderlo più in fondo, rilassati,” aggiungeva l’altro. Io eseguivo, sentendo la bocca piena, il respiro corto. Ogni tanto mi fermavo, ansimando, con la saliva che mi colava sul mento. Mi sentivo sporca, umiliata, ma ero anche fradicia. Ogni loro parola, ogni gemito che usciva dalle loro bocche, mi faceva eccitare di più. “Cazzo, sei brava per essere una principiante,” ha detto Luca a un certo punto, passandomi una mano tra i capelli. Ho sentito un’ondata di calore tra le gambe.
Poi siamo passati al sodo. Luca si è seduto sul divano, con il cazzo duro che puntava verso l’alto. “Sali sopra, Jess, facci vedere come lo prendi,” ha detto, con un sorriso da stronzo. Mi sono tirata su, le gambe che tremavano, e mi sono tolta i leggins e gli slip, lasciandoli cadere a terra. Mi sono messa a cavalcioni su di lui, sentendo la telecamera ancora puntata su di noi. Ho preso il suo cazzo in mano, guidandolo dentro di me. Era grosso, e ho fatto una smorfia mentre entrava, lentamente. “Cazzo, è stretto,” ho sussurrato, ansimando. Luca ha riso piano, mettendomi le mani sui fianchi. “Vai piano, non c’è fretta,” ha detto, ma la sua voce era rauca dall’eccitazione.
Ho iniziato a muovermi, su e giù, sentendo ogni centimetro di lui dentro di me. Il rumore dei nostri corpi che sbattevano insieme era quasi assordante, e l’odore di sudore e sesso riempiva la stanza. Marco si è avvicinato, inginocchiandosi sul divano accanto a noi. “Apri la bocca, Jess,” ha detto, e io l’ho fatto senza pensarci, ancora presa dal ritmo con Luca. Ha spinto il suo cazzo tra le mie labbra, e ho iniziato a succhiarlo mentre continuavo a cavalcare l’altro. Era fottutamente intenso, con la bocca piena e il corpo che si muoveva senza sosta. “Cazzo, sì, continua così,” ha gemuto Marco, afferrandomi i capelli. Sentivo il sapore di lui, il calore, i loro ansiti che si mescolavano ai miei mugolii soffocati.
Siamo andati avanti così per un bel po’, cambiando posizioni. A un certo punto ero a quattro zampe sul tappeto, con Luca dietro di me che mi scopava con spinte decise, mentre Marco era davanti, il cazzo di nuovo in bocca. Ogni spinta di Luca mi faceva sobbalzare, e il suono dei suoi fianchi contro il mio culo era osceno. “Ti piace, eh, troietta?” ha ringhiato lui, e io ho solo annuito, incapace di parlare. Ero un disastro, sudata, con la bocca bagnata di saliva, ma non volevo smettere. L’eccitazione mi stava mandando fuori di testa.
Alla fine, abbiamo rallentato. Eravamo tutti e tre esausti, sdraiati sul divano con il respiro pesante. La telecamera era ancora accesa, ma Luca l’ha spenta con un gesto stanco. “Cazzo, Jess, sei stata pazzesca,” ha detto, con un sorriso soddisfatto. Marco ha annuito, passandomi una bottiglia d’acqua. Io ho bevuto, sentendomi ancora frastornata, ma… bene. Non so come spiegarlo, ma non c’era imbarazzo, non c’era rimorso. Solo una specie di soddisfazione, come se avessi fatto qualcosa che volevo da tempo. Abbiamo riso un po’, scherzato sul fatto che i fan probabilmente stavano ancora impazzendo nella chat. E poi, beh, ci siamo rilassati. Nessun dramma, nessuna stronzata. Solo noi tre, contenti di quello che era successo.
