Racconti Piccanti
Racconti Piccanti

Guadagnare follower… e imbarazzo eterno

Guadagnare follower… e imbarazzo eterno

12 Marzo 2026·6 min di lettura

Martina aveva 25 anni, un sorriso da influencer e un’ossessione per TikTok che rasentava la malattia. Passava le giornate a studiare trend, balletti e filtri, convinta che prima o poi sarebbe diventata virale. Tommaso, il suo ragazzo di 27 anni, era l’opposto: un tipo normale, con un lavoro da impiegato, capelli castani spettinati e un odio viscerale per i social. Però la amava, e questo lo portava a fare cose che, in un’altra vita, avrebbe considerato pura follia. Tipo quel giorno, in cucina, con un telefono appoggiato su un treppiedi e due bombolette di panna montata in mano.

“Tommi, dai, sarà divertente,” lo aveva implorato Martina, con quei suoi occhi verdi che lo fregavano sempre. Indossava una canottiera aderente e dei pantaloncini corti che lasciavano poco all’immaginazione, i capelli biondi raccolti in una coda alta. “Facciamo un video da ‘coppia perfetta’. Solo un balletto scemo, panna e cioccolato. La gente impazzirà!”

Tommaso aveva sbuffato, grattandosi la nuca. Era in maglietta grigia e bermuda, con un’espressione da martire. “Sai che odio questa roba. E se qualcuno del lavoro lo vede? Mi sfottono per mesi.”

“Ma nooo, lo mettiamo solo sul mio profilo,” aveva ribattuto lei, avvicinandosi e posandogli una mano sul petto. “Per favore. Per me.” E lui, come sempre, aveva ceduto.

La cucina era un casino già prima di iniziare: barattoli di cacao sparsi, panna montata sulle piastrelle, un cucchiaio appiccicoso sul bancone. Martina aveva impostato la telecamera del telefono, con un timer per far partire la registrazione, e scelto una canzoncina pop da TikTok che Tommaso trovava insopportabile. Il piano era semplice: un balletto coordinato, qualche spruzzo di panna per fare scena, e poi un bacio finale con loro che si “pulivano” a vicenda. Carino, no?

Peccato che, al primo passo, Tommaso avesse inciampato, spruzzando panna ovunque tranne che su Martina. Lei era scoppiata a ridere, prendendolo in giro. “Ma sei negato! Dai, riproviamo!” Al secondo tentativo, lui aveva cercato di vendicarsi, spruzzandole la panna dritta in faccia. Martina aveva urlato, ridendo così forte da farsi venire le lacrime, e aveva ribattuto versandogli una colata di cioccolato fuso sul collo. In un attimo erano entrambi un disastro appiccicoso, con macchie bianche e marroni su vestiti, braccia, persino nei capelli.

“Sei uno stronzo,” aveva detto lei, ancora ridendo, avvicinandosi per “pulirlo”. Gli aveva passato un dito sul collo, raccogliendo il cioccolato, e poi, con un sorriso malizioso, si era chinata e aveva leccato via un po’ di panna dalla sua pelle. La lingua era calda, lenta, e Tommaso aveva sentito un brivido improvviso, un calore che non aveva nulla a che fare con la cucina. “Che cazzo fai?” aveva borbottato, ma la sua voce era già incrinata, incerta. Martina aveva alzato lo sguardo, con un ghigno. “Ti pulisco, no? Sta’ fermo.”

Dentro di lui, qualcosa scattò. Da una parte voleva ridere e mandarla a quel paese per quel gioco idiota; dall’altra, quella leccata lo aveva acceso in un modo che non si aspettava. La cucina sembrava improvvisamente più piccola, l’aria pesante. Lei gli era vicinissima, il suo corpo caldo e appiccicoso contro il suo, e Tommaso non ci aveva pensato due volte: l’aveva afferrata per i fianchi, spingendola con forza contro il frigo. “Se vuoi giocare, giochiamo,” aveva ringhiato, con un tono che non ammetteva repliche.

Martina aveva spalancato gli occhi, sorpresa, ma il sorriso non era sparito. “Ehi, piano, cavernicolo,” aveva detto, ma il suo respiro era già corto. Lui non aveva risposto: le aveva infilato una mano sotto la canottiera, sentendo la pelle liscia e appiccicosa di panna, mentre con l’altra mano le stringeva il fianco. Lei gli aveva passato le braccia attorno al collo, tirandolo a sé, e si erano baciati, un bacio disordinato, pieno di cioccolato e panna, con un sapore dolce e un po’ disgustoso. Le loro lingue si cercavano, fameliche, mentre le mani di Tommaso scendevano sui pantaloncini di lei, stringendo forte.

Si erano staccati solo per respirare, guardandosi con un misto di eccitazione e incredulità. “Siamo un casino,” aveva detto lei, ansimando, con una risata nervosa. “E allora?” aveva ribattuto lui, con un sorrisetto. Le aveva infilato le dita sotto l’elastico dei pantaloncini, tirando con decisione. “Toglili.” Martina aveva esitato un attimo, ma poi aveva alzato i fianchi per aiutarlo, lasciandolo sfilare i pantaloncini e gli slip in un solo movimento. Il tessuto era appiccicoso di panna, e la vista di lei, nuda dalla vita in giù, con le cosce leggermente sporche di cioccolato, lo aveva fatto impazzire.

Si erano spostati verso il bancone, Martina con le spalle appoggiate al bordo, mentre Tommaso le sollevava una gamba, piegandola contro il suo fianco. Le sue mani erano ovunque: sui seni, sotto la canottiera, sulle natiche, stringendo con forza. Lei gemeva piano, mordendosi il labbro, e gli aveva tirato giù i bermuda quel tanto che bastava per liberarlo. “Fai in fretta,” aveva sussurrato, con voce tremante, ma lui aveva altri piani. Le aveva fatto scivolare due dita tra le cosce, trovandola già bagnata, e aveva iniziato a muoverle lentamente, guardandola negli occhi. “Non così in fretta, tesoro,” aveva detto, con un tono ironico. Martina aveva chiuso gli occhi, appoggiando la testa all’indietro, mentre i suoi gemiti diventavano più forti.

Dopo qualche minuto, quando lei sembrava sul punto di crollare, Tommaso si era fermato. “Girati,” le aveva ordinato, con voce bassa. Martina aveva obbedito, appoggiando i gomiti sul bancone, il sedere esposto verso di lui. Lui si era posizionato dietro, afferrandola per i fianchi, e aveva spinto con decisione, ma non dentro come lei si aspettava. “Tommi, che fai?” aveva chiesto, voltandosi appena, ma lui aveva già deciso. “Fidati,” aveva detto, e con un movimento lento ma fermo, aveva iniziato a penetrarla da dietro, in un modo che non avevano mai provato prima. Lei aveva emesso un suono a metà tra un gemito e un lamento, stringendo i bordi del bancone. “Cazzo, piano,” aveva detto, ma non gli aveva chiesto di fermarsi.

Le spinte di Tommaso erano lente all’inizio, quasi caute, ma presto erano diventate più forti, più selvagge. La cucina riecheggiava dei loro suoni: i colpi secchi dei loro corpi che si scontravano, i gemiti di Martina, il respiro pesante di lui. Il bancone tremava sotto il loro peso, e qualche schizzo di panna caduta prima si mischiava al sudore sulla loro pelle. “Ti piace, eh?” aveva ringhiato lui, dandole una sculacciata leggera. Lei aveva riso, ansimando. “Stronzo, fa male… ma sì, cazzo, continua.” L’odore dolce della panna si mescolava a quello del sesso, un mix strano ma inebriante.

Tommaso le aveva afferrato la coda di capelli, tirandola piano per farle inarcare la schiena, mentre con l’altra mano le stringeva il fianco, lasciando probabilmente dei segni. Lei si spingeva contro di lui, assecondando ogni movimento, i loro corpi perfettamente sincronizzati. “Sto per venire,” aveva detto lui, con voce roca, e Martina aveva annuito, incapace di parlare, solo un gemito continuo a uscire dalla sua bocca. Quando era successo, era stato un’esplosione: lui aveva urlato, stringendola con forza, mentre lei gridava il suo nome, tremando sotto di lui. Il casino sul bancone era peggiorato, con schizzi di panna e altro mischiati ovunque, un’immagine che sarebbe stata comica se non fossero stati troppo stanchi per ridere.

Si erano fermati, ansimando, appoggiati l’uno all’altra, mentre il telefono, dimenticato sul treppiedi, continuava a girare. Solo dopo qualche minuto, Martina aveva notato la luce rossa ancora accesa. “Oh merda, il video!” aveva detto, ridendo e coprendosi la faccia. Tommaso aveva alzato le spalle, tirandosi su i bermuda. “Tanto chi lo vede? Caricalo e basta, no?” Lei aveva annuito, ancora frastornata, e aveva caricato il file senza pensarci troppo, sbagliando però un tag. Invece di impostarlo come privato, lo aveva messo pubblico, con un hashtag tipo #cucinahot che avrebbe dovuto essere ironico.

Poche ore dopo, mentre si stavano ancora riprendendo sotto la doccia, il telefono di Martina aveva iniziato a esplodere di notifiche. Il video era diventato virale, con migliaia di visualizzazioni e commenti del tipo “la coppia più hot della cucina”. I follower erano schizzati alle stelle, ma anche l’imbarazzo, perché ormai tutti, amici e sconosciuti, avevano visto molto più di un balletto scemo con la panna.

Lascia un commento