Una puttana per due
Luca era seduto sul divano di casa sua, una birra in mano, quando il telefono vibrò. Un messaggio di Antonio, suo cugino, praticamente un fratello. “Stasera porto Paola a casa tua, voglio fartela conoscere. Vedrai, è una bomba.” Luca sogghignò, rispondendo subito: “Perfetto, non vedo l’ora. Alessia è fuori città, quindi sono libero.” Non avevano mai visto le rispettive ragazze, ma si erano raccontati tutto, soprattutto i dettagli più crudi. Alessia, la tipa di Luca, era una furia a letto, sempre pronta a fare qualsiasi cosa lui le chiedesse. E a quanto pareva, Paola non era da meno. Antonio gli aveva descritto scene che sembravano uscite da un film porno, e Luca non poteva fare a meno di provare una certa curiosità mista a eccitazione.
Erano le otto di sera quando Antonio bussò alla porta. Luca aprì e lo vide lì, con un sorrisetto soddisfatto stampato in faccia. Accanto a lui, una ragazza alta, con curve che sembravano disegnate. Capelli neri lunghi, un vestito aderente rosso che lasciava poco all’immaginazione. Luca la fissò per un istante di troppo, sentendo una fitta nello stomaco. C’era qualcosa di familiare in lei, ma non riusciva a capire cosa.
“Luca, lei è Paola,” disse Antonio, spingendola leggermente avanti. Lei gli porse la mano con un sorriso malizioso. “Piacere,” mormorò, con una voce bassa, quasi provocante. Luca strinse la mano, ma il disagio cresceva. “Piacere mio,” rispose, cercando di mantenere la calma. “Entrate, sedetevi.”
Si sistemarono in salotto, Antonio e Paola sul divano, Luca su una poltrona di fronte. Parlarono del più e del meno, ma l’aria era carica di tensione. Luca non riusciva a togliersi dalla testa quella sensazione. Ogni gesto di Paola, il modo in cui rideva alle battute di Antonio, il modo in cui si passava una mano tra i capelli… era identico a quello di Alessia. Troppo identico.
“Dove hai detto che vi siete conosciuti?” chiese Luca, cercando di sembrare casuale mentre sorseggiava la birra. Antonio rise. “In un locale, un mesetto fa. È stata lei ad avvicinarsi, non ho dovuto fare niente.” Paola sorrise, appoggiandosi al braccio di Antonio. “Mi piace prendere l’iniziativa,” disse, guardandolo con occhi che trasudavano malizia. Luca annuì, ma dentro di lui il sospetto cresceva. Decise di spingersi oltre. “Sai, Antonio mi ha detto che sei… molto aperta. A letto, intendo.” Lei non si scompose, al contrario, rise piano. “Diciamo che mi piace accontentare. E a te? La tua Alessia com’è?”
Luca strinse la birra un po’ più forte. “Uguale. Sempre pronta. Non dice mai di no.” Il tono della conversazione stava cambiando, diventando più diretto, più crudo. Antonio intervenne con una risata. “Cazzo, siamo fortunati. Due troiette così non le trovi facilmente.” Paola non protestò, limitandosi a sorridere. Ma Luca non ce la faceva più. Doveva sapere.
“Scusate un attimo, torno subito,” disse, alzandosi per andare in cucina. Prese il telefono e cercò una foto di Alessia, una di quelle che gli aveva mandato qualche giorno prima. Tornò in salotto e, senza dire una parola, mostrò lo schermo ad Antonio. “Chi cazzo è questa, secondo te?”
Antonio aggrottò la fronte, poi spalancò gli occhi. “Ma che cazzo… è Paola!” La ragazza, che fino a quel momento era stata tranquilla, si irrigidì. Luca la fissò con rabbia. “No, è Alessia. O meglio, la tipa con cui scopo da due mesi. Vuoi spiegarci che cazzo sta succedendo?”
Lei abbassò lo sguardo per un istante, poi lo rialzò con un’espressione di sfida. “Ok, ve lo dico. Mi chiamo Veronica. E sì, sto con entrambi. Non ce la faccio a stare con uno solo. Mi serve… di più. Sempre di più.”
Antonio scattò in piedi, furioso. “Ci stai prendendo per il culo? Ci hai usati come due idioti!” Luca lo trattenne per un braccio. “Aspetta. Facciamo parlare questa stronza. Voglio sapere tutto. Da quanto tempo ci prendi in giro?”
Veronica si alzò, incrociando le braccia. “Da un paio di mesi. Vi ho conosciuti a pochi giorni di distanza. E non riuscivo a scegliere. Siete così… diversi, ma così fottutamente bravi. Non ce la facevo a rinunciare a uno di voi.” La sua voce era calma, quasi sfacciata. Luca rise amaramente. “E quindi ci hai scopati entrambi, raccontandoci stronzate. Dimmi una cosa: quante volte ti sei fatta sbattere da lui subito dopo essere stata con me?”
Lei non esitò. “Più di una volta. A volte nello stesso giorno. Non riesco a smettere. Ho bisogno di cazzo, continuamente. È più forte di me.” Quelle parole, così crude, colpirono entrambi. Antonio la fissò, incredulo. “Sei una fottuta ninfomane. Non hai vergogna, eh?”
Veronica scosse la testa. “No. Non mi vergogno. E non mi interessa se siete incazzati. Tanto lo so che mi volete ancora. Lo vedo nei vostri occhi.” Fece un passo avanti, avvicinandosi a Luca. “Dimmi che non vuoi scoparmi adesso, anche se sei furioso.”
Luca strinse i pugni, ma non rispose. Antonio, invece, rise con amarezza. “Cazzo, ha ragione. Anche se sono incazzato nero, ce l’ho duro solo a guardarla.” Veronica sorrise, un sorriso da predatrice. “Allora perché non facciamo qualcosa? Tutti e tre. Insieme. So che lo volete.”
Ci fu un silenzio pesante. Luca e Antonio si guardarono, incerti. Erano cugini, cresciuti come fratelli. Fare una cosa del genere era… strano. Ma la rabbia, mista a un desiderio che bruciava come fuoco, li stava spingendo oltre ogni limite. Luca fu il primo a parlare. “Ok. Ma non pensare che sia per farti un favore. Ti useremo come la puttana che sei.”
Veronica annuì, senza battere ciglio. “Fate quello che volete. Tanto lo so che mi farete godere.” Quelle parole furono la miccia. Antonio si avvicinò a lei, afferrandola per i fianchi e spingendola contro il divano. “Togliti quel cazzo di vestito,” ringhiò. Lei obbedì, facendolo scivolare via in un secondo. Sotto, solo un perizoma nero. Il suo corpo era un invito aperto: seni pieni, fianchi larghi, cosce tornite.
Luca si avvicinò, ancora un po’ a disagio, ma il desiderio stava prendendo il sopravvento. “Girati,” ordinò. Veronica si voltò, appoggiandosi allo schienale del divano, il culo in bella mostra. Antonio le abbassò il perizoma con un gesto secco, lasciandola completamente nuda. “Cazzo, guarda che pezzo di fica,” mormorò, passandole una mano tra le cosce. Lei gemette piano, già bagnata al tocco.
“Non perderci tempo,” disse Luca, sbottonandosi i jeans. Tirò fuori il cazzo, già duro, lungo e spesso, con le vene che pulsavano. Antonio fece lo stesso, mostrando un membro altrettanto imponente, ma più largo alla base. Veronica li guardò entrambi, leccandosi le labbra. “Porca troia, non vedevo l’ora di avervi insieme,” sussurrò.
“Chiudi quella bocca e succhia,” ordinò Antonio, spingendola verso di sé. Lei si inginocchiò senza protestare, prendendo il suo cazzo in bocca. Lo succhiò con avidità, muovendo la testa avanti e indietro, le labbra strette attorno all’asta. Il suono umido dei suoi movimenti riempiva la stanza, un rumore osceno che faceva impazzire entrambi. Luca la osservava, stringendo il proprio cazzo con una mano. “Cazzo, guarda come lo ingoia. È nata per questo.”
Antonio rise, afferrandola per i capelli. “Non si stanca mai, questa troia. Dai, tocca a te.” Spinse Veronica verso Luca, che non se lo fece ripetere due volte. Lei lo prese in bocca senza esitazione, succhiando con la stessa foga. La sensazione era indescrivibile: la sua lingua che scivolava lungo l’asta, le labbra che lo avvolgevano completamente, il calore umido della sua gola. Luca gemette, spingendo i fianchi avanti. “Cazzo, sei una pompinara da paura. Non smettere.”
Veronica alternava i due, passando da uno all’altro con una naturalezza sconcertante. Ogni tanto si fermava per riprendere fiato, la saliva che le colava lungo il mento, gli occhi lucidi di eccitazione. “Vi piace, eh? Lo sapevo che non potevate resistermi,” ansimò, prima di tornare a succhiare Antonio. Lui la fermò, tirandola su per i capelli. “Basta. Ora ti scopiamo come si deve. Sdraiati sul divano.”
Lei obbedì, stendendosi con le gambe spalancate. La sua fica era lucida, gonfia, pronta. Antonio si posizionò tra le sue cosce, strofinando il cazzo contro di lei prima di spingersi dentro con un colpo secco. Veronica gridò, un misto di dolore e piacere, mentre lui iniziava a muoversi con un ritmo brutale. Ogni spinta era un colpo profondo, che la faceva tremare. “Cazzo, quanto sei stretta. Ti piace essere sbattuta così, vero?” ringhiò Antonio.
“Sì, sì, più forte,” ansimò lei, artigliandogli le spalle. Il suono della carne che sbatteva contro la carne era incessante, accompagnato dai suoi gemiti acuti e dal respiro pesante di Antonio. Luca li guardava, incapace di distogliere gli occhi. Era strano vedere suo cugino scopare, ma c’era qualcosa di eccitante in quella situazione. Si avvicinò, inginocchiandosi accanto al divano, e le infilò due dita in bocca. “Succhiale come succhi il cazzo,” ordinò. Lei lo fece, leccandole e mordicchiandole mentre Antonio continuava a pomparla senza sosta.
Dopo qualche minuto, Antonio si tirò indietro, il respiro affannoso. “Tocca a te. Sfonda questa troia,” disse a Luca, asciugandosi il sudore dalla fronte. Luca non esitò. Si posizionò sopra di lei, afferrandole le gambe e sollevandole per avere un accesso migliore. La penetrò con una spinta decisa, sentendo la sua fica stringersi attorno a lui. Era calda, bagnata, perfetta. Iniziò a muoversi, prima lentamente, poi sempre più veloce, ogni affondo più profondo del precedente. “Porca troia, sei una fica da sogno. Ti piace prenderlo così, eh?”
Veronica annuì, gemendo. “Sì, cazzo, non fermarti. Voglio sentirvi tutti e due, fino in fondo.” Antonio rise, avvicinandosi. “Non ti basta uno, eh? Sei proprio una puttana insaziabile.” Si posizionò vicino al viso di lei, spingendole il cazzo in bocca mentre Luca continuava a scoparla. La scena era oscena: Veronica sdraiata, con un cazzo nella fica e uno in bocca, il corpo che tremava a ogni spinta.
Il ritmo diventò sempre più frenetico. Luca sentiva il sudore colargli lungo la schiena, il profumo acre del sesso che riempiva l’aria. Ogni tanto guardava Antonio, e i loro occhi si incrociavano. All’inizio c’era stato imbarazzo, ma ormai era svanito. Erano complici, uniti da quella furia animalesca. “Cazzo, la stiamo distruggendo,” disse Antonio con un ghigno, mentre Veronica gemeva attorno al suo cazzo.
“Non ne ha ancora abbastanza,” rispose Luca, aumentando la forza delle spinte. Le cosce di Veronica tremavano, il suo corpo era un fascio di nervi tesi. La tirò su, facendola mettere a quattro zampe sul divano. “Adesso ti prendiamo insieme, troia. Vediamo quanto resisti.” Antonio si posizionò davanti a lei, infilandole di nuovo il cazzo in bocca, mentre Luca la penetrava da dietro, afferrandola per i fianchi. Ogni spinta era un’esplosione di sensazioni: la stretta della sua fica, il suono dei loro corpi che si scontravano, i gemiti soffocati di Veronica.
“Ti piace essere scopata da due cazzi, vero?” ringhiò Antonio, tirandola per i capelli. Lei annuì, incapace di parlare, la bocca piena. Luca le diede uno schiaffo sul culo, facendola sobbalzare. “Rispondi, puttana. Ti piace?” Lei si liberò per un attimo, ansimando. “Sì, cazzo, mi fate impazzire. Non smettete, vi prego.”
Continuarono così per minuti che sembrarono ore, alternandosi, provando posizioni diverse. La misero in piedi, schiacciata tra loro due, con Luca davanti e Antonio dietro. La penetrarono insieme, uno nella fica e l’altro spingendo contro il suo culo, lentamente, con attenzione, ma senza fermarsi. Veronica urlò, il corpo scosso da spasmi. “Porca troia, vi sento ovunque. Sto per venire, cazzo!”
Quelle parole furono il segnale. Luca sentì il piacere montare, un’ondata che non poteva più trattenere. “Cazzo, ci sono,” grugnì, spingendo un’ultima volta prima di venire dentro di lei, il suo seme che la riempiva. Antonio lo seguì a ruota, tirandosi fuori dalla bocca di Veronica e schizzandole sul viso, mentre lei gridava, il corpo che si contorceva in un orgasmo violento. “Sì, sì, cazzo!” urlò, crollando sul divano, esausta.
Rimasero lì per qualche istante, ansimando, il sudore che colava sui loro corpi. Veronica era un disastro, con il trucco colato, il viso sporco, il corpo tremante. Ma sorrideva, un sorriso sazio, quasi trionfante. “Siete fottutamente incredibili,” mormorò, passandosi una mano sul viso.
Luca e Antonio si guardarono, ancora con il fiato corto. Non c’era bisogno di parole. Quello che avevano appena fatto era folle, ma in qualche modo li aveva uniti ancora di più. Antonio rise piano, scuotendo la testa. “Cazzo, questa troia ci ha fregati. Ma non so se sono incazzato o soddisfatto.”
Luca annuì, tirandosi su i pantaloni. “Entrambe le cose. Ma una cosa è certa: non abbiamo finito con lei.” Veronica li guardò, gli occhi che brillavano di nuova eccitazione. “Quando volete, ragazzi. Sono sempre pronta.” E in quel momento, entrambi seppero che quella non sarebbe stata l’ultima volta.
