La visita medica di Tommy (parte 2)
Erano passati esattamente sei mesi. Tommaso aveva cercato in tutti i modi di dimenticare quella visita, ma non c’era riuscito. Ogni volta che vedeva Luca alle partite o alle cene con la squadra, sentiva un calore imbarazzante allo stomaco e un formicolio al culo. Aveva evitato di parlarne con chiunque, soprattutto con il suo migliore amico Matteo.
La mail per la seconda visita obbligatoria arrivò puntuale. Questa volta l’appuntamento era fissato per le 19:00. Quando Tommaso entrò nello studio, il cuore gli saltò in gola.
Nella stanza c’erano tre persone.
Marco, il preparatore silenzioso di sempre. Luca, il fratello maggiore di Matteo, con quel solito mezzo sorriso arrogante. E Matteo, il suo migliore amico, compagno di squadra, 21 anni come lui.
Matteo lo guardò sorpreso. «Tommy? Che ci fai qui?»
Luca rispose al posto suo, con voce calma e divertita: «È il suo controllo semestrale. L’ho inserito io nella lista. Ho pensato che fosse giusto che venissi anche tu, visto che siete inseparabili in campo… e fuori.»
Tommaso rimase pietrificato sulla porta. «Luca… che cazzo significa?»
«Significa che questa volta facciamo la visita completa» rispose Luca chiudendo la porta a chiave dietro di lui. «E visto che Matteo è il tuo migliore amico, è giusto che sappia esattamente quanto sei… collaborativo durante i controlli medici.»
L’imbarazzo di Tommaso era già insopportabile. Essere nudo davanti a Luca e Marco era una cosa. Essere nudo davanti al suo migliore amico era un altro livello di vergogna.
«Spogliati completamente» ordinò Luca senza giri di parole. «E non coprirti stavolta. Matteo deve vedere tutto.»
Con le mani che tremavano, Tommaso si tolse felpa, maglietta, pantaloni e infine i boxer. Rimase nudo in mezzo alla stanza, cazzo già mezzo duro per la tensione e la paura. Matteo lo fissava con gli occhi sgranati, incredulo.
«Cazzo Tommy… sul serio?» mormorò Matteo.
Luca rise piano. «Sì, sul serio. E tra poco vedrai quanto gli piace.»
Lo fecero salire sul lettino. Prima le solite misurazioni. Poi Luca gli ordinò di mettersi a quattro zampe. Questa volta non ci fu nessuna finzione medica: Stefano gli infilò due dita lubrificate nel culo senza preavviso e cominciò a massaggiargli la prostata con forza.
Tommaso gemette forte, il cazzo gli divenne subito durissimo, una goccia di liquido che colava sul lettino.
Matteo era rosso in faccia. «Ma… che cazzo state facendo?»
«Controllo prostata» rispose Luca con tono ironico. «E a quanto pare il tuo amico ha una prostata molto sensibile.»
Dopo qualche minuto di dita che lo aprivano, Luca disse: «Ora la parte vera. Questa volta ti vogliamo tutti e tre.»
Legarono Tommaso al lettino con le cinghie di sicurezza che servivano per i test di mobilità: polsi legati ai lati della testata, caviglie legate alle staffe in alto, gambe spalancate e culo completamente esposto e sollevato. Era immobilizzato, aperto, vulnerabile. Non poteva muoversi di un centimetro.
Il primo fu Marco. Si mise davanti alla testa di Tommaso e gli spinse il cazzo in bocca senza pietà. «Apri bene. Gola profonda.»
Tommaso cercò di respirare dal naso mentre Marco gli fotteva la gola con spinte lunghe, arrivando fino in fondo. Lacrime gli scendevano dagli occhi. Matteo guardava in silenzio, visibilmente eccitato nonostante lo shock.
Luca si posizionò dietro e gli infilò il cazzo nel culo in una sola spinta brutale. Tommaso urlò intorno al cazzo di Marco, il suono soffocato. Luca cominciò a scoparlo con forza, sbattendo le palle contro il suo culo.
«Guarda tuo fratello come lo sfonda» disse Marco a Matteo. «Il tuo amichetto è una vera troia quando è legato.»
Dopo qualche minuto cambiarono. Marco si spostò dietro e Luca venne davanti. Luca gli afferrò i capelli e gli spinse il cazzo fino in gola, tenendolo fermo mentre Tommaso gorgogliava e sbavava.
«Succhia il cazzo di tuo fratello, Tommy» ringhiò Luca. «Fino in fondo.»
Nel frattempo Stefano gli stava inculando il culo con spinte violente, tenendolo per i fianchi. Il lettino cigolava ritmicamente.
Poi toccò a Matteo.
Luca lo guardò. «Tocca a te. Prima la gola, poi il culo.»
Matteo esitò solo un secondo. Aveva il cazzo duro nei pantaloni. Si avvicinò e tirò fuori il suo membro. Tommaso lo guardò con occhi umidi e pieni di vergogna.
«Mi dispiace Tommy…» mormorò Matteo, ma la voce era roca di eccitazione.
Gli infilò il cazzo in bocca e cominciò a spingere. Non era brutale come gli altri, ma profondo. Tommaso glielo succhiava piangendo, mentre Luca e Marco lo guardavano ridendo piano.
Dopo la gola profonda, Matteo passò dietro. Luca gli lubrificò il cazzo e lo guidò dentro il buco già aperto e rosso di Tommaso.
«Scopalo forte» gli disse Luca. «È il tuo migliore amico… trattalo come merita.»
Matteo iniziò a spingere, prima incerto, poi sempre più forte. Presto stava inculando Tommaso con spinte regolari e profonde, mentre Luca gli teneva la testa e gli fotteva di nuovo la gola.
I tre lo usarono a turno per quasi un’ora. Gola profonda brutale da tutti e tre, uno dopo l’altro, facendolo soffocare e sbavare. Poi il culo: legato al lettino, gambe spalancate, veniva inculato senza sosta. Cambiavano posizione solo per girarlo o per alzargli ancora di più le gambe.
Tommaso venne due volte senza toccarsi, schizzando sul suo stesso petto e sulla pancia mentre veniva sfondato. Il terzo orgasmo fu secco, solo contrazioni dolorose mentre Luca lo martellava con forza animale.
Alla fine lo riempirono tutti e tre dentro il culo. Prima Marco, poi Matteo (che venne con un gemito strozzato mentre guardava il suo migliore amico negli occhi), infine Luca, che gli scaricò dentro l’ultima sborra calda con spinte finali violente.
Quando lo slegarono, Tommaso era distrutto: culo gonfio e rosso, sperma che gli colava copiosamente fuori dal buco, faccia bagnata di lacrime e saliva, petto e stomaco sporchi del suo stesso sperma.
Luca gli passò una bottiglietta d’acqua e gli diede una pacca sulla guancia.
«Bravissimo, Tommy. Visita perfetta. Sei di nuovo idoneo per la prossima stagione.»
Matteo, ancora con il fiatone, guardò il suo amico con un misto di colpa e soddisfazione. «Cazzo Tommy… non pensavo che ti piacesse così tanto.»
Luca sorrise e aggiunse: «La prossima volta facciamo la visita di un anno. Magari ti portiamo anche il resto della squadra. Ma per ora… questo rimane tra noi quattro.»
Tommaso non riuscì a rispondere. Si rivestì lentamente, ogni movimento una fitta al culo. Uscì dallo studio camminando storto, il buco che pulsava, la vergogna che gli bruciava dentro… e la consapevolezza terribile che, tra sei mesi, sarebbe tornato.
