Doppiamente riempita dagli amici di mio marito
Eccomi qui, Claudia, 38 anni, sposata da 12 con Roberto, un uomo che sa come farmi sentire speciale, ma che a volte sembra vivere su un altro pianeta. Siamo in Messico, in un resort da sogno, con suite private che sembrano uscite da una rivista di lusso. È una vacanza aziendale mista a relax, organizzata dalla ditta di Roberto. Lui ha invitato due suoi colleghi, che sono anche amici, Francesco e Simone. Francesco, 36 anni, è il classico manager affascinante, con quel sorriso che ti fa venir voglia di ascoltarlo per ore, capelli scuri un po’ spettinati ad arte e un fisico curato. Simone, 34 anni, è l’opposto: sportivo, muscoloso, con spalle larghe e un’energia che sembra non spegnersi mai. Io? Beh, me la cavo. Ho un corpo che definirei maturo ma sensuale: tette rifatte ma che sembrano naturali, un culo pieno che attira sguardi, e curve che urlano “MILF” anche se non lo dico ad alta voce. Di solito sono una che sa tenere tutto sotto controllo, ma quando sono rilassata… diciamo che so provocare senza nemmeno accorgermene.
È sera, il sole è tramontato da un pezzo e siamo nella jacuzzi privata della nostra suite. L’acqua è calda, le bolle fanno un rumore costante che copre quasi tutto, e l’aria profuma di sale e cocktail. Io sono in costume, un bikini nero che lascia poco all’immaginazione, ma tanto siamo tra amici, no? Roberto è seduto accanto a me, con una birra in mano, e ride raccontando una storia del lavoro. Francesco e Simone sono di fronte, immersi fino al petto, con i muscoli che si intravedono sotto la superficie. Ogni tanto incrocio i loro sguardi, e giuro che c’è qualcosa nell’aria, un’elettricità che non so spiegare. Sarà il calore dell’acqua, sarà l’alcol che gira, ma sento il cuore battere un po’ più forte.
“Ragazzi, faccio un salto al bar a prendere un giro di cocktail,” dice Roberto alzandosi, con l’asciugamano attorno alla vita. “Non fate casino senza di me.”
“Tranquillo, capo, teniamo d’occhio tua moglie,” risponde Francesco con un sorrisetto che mi fa arrossire. Roberto ride e si allontana, lasciandoci lì, io e quei due che improvvisamente sembrano troppo vicini.
“Che caldo, eh?” dico, tanto per rompere il silenzio. Mi immergo un po’ di più, sentendo le bolle accarezzarmi la pelle. Francesco si avvicina, sedendosi accanto a me, mentre Simone resta dall’altro lato, ma con gli occhi fissi su di me.
“Sì, ma tu sembri a tuo agio,” dice Francesco, con un tono che non è proprio innocente. “Hai bisogno di un massaggio per sciogliere un po’ la tensione? Dopo un viaggio così lungo…”
Non so perché, ma annuisco. “Perché no? Ma niente mani strane, eh.” Rido, ma dentro di me c’è un mix di eccitazione e panico. Che sto facendo? Roberto è al bar, tornerà tra poco. Eppure, quando Francesco inizia a massaggiarmi le spalle con mani ferme e sicure, non lo fermo. Ha dita forti, preme nei punti giusti, e io chiudo gli occhi per un attimo, lasciandomi andare. Simone si avvicina dall’altro lato, e senza chiedere permesso inizia a massaggiarmi il collo. Sono circondata, e il cuore mi martella nel petto.
“Rilassati, Claudia, non mordiamo,” sussurra Simone, con quella voce profonda che mi fa venire i brividi. Le loro mani scivolano un po’ più in basso, lungo la schiena, sfiorando i fianchi. Arrossisco, sento il viso in fiamme, ma non dico di fermarsi. È come se una parte di me volesse vedere fino a dove arrivano. Ogni tocco è un rischio, e lo so, ma il calore dell’acqua e il rumore delle bolle mi fanno sentire come in una bolla anche io, lontana dalla realtà.
“Sei tesa qua,” dice Francesco, sfiorandomi la base della schiena, appena sopra il bikini. “Ti aiuto a scioglierti.” Le sue mani scivolano sotto l’acqua, e sento un brivido quando sfiora il bordo del costume. Simone, non da meno, mi accarezza il collo e scende verso le spalle, poi più in basso, fino a sfiorare il bordo del reggiseno. Mi mordo il labbro. Dovrei dire basta, ma non ci riesco. È come se il mio corpo avesse preso il controllo.
“Ragazzi…” inizio, ma la voce mi trema. Francesco mi guarda con quegli occhi che sembrano leggermi dentro. “Tranquilla, è solo un massaggio. Ti piace, no?”
Annuisco, quasi senza volerlo, e in quel momento capisco che sto oltrepassando una linea. Le loro mani diventano più audaci. Francesco mi slaccia il reggiseno del bikini con un gesto rapido, e prima che possa protestare, Simone me lo sfila, lasciandomi il seno nudo sotto l’acqua. Le bolle coprono tutto, ma mi sento esposta, vulnerabile, e… eccitata da morire. Le loro mani mi accarezzano, Francesco mi stringe i capezzoli tra le dita, e io gemo piano, un suono che viene subito soffocato dal rumore dell’acqua.
“Scendiamo un po’,” dice Simone con un ghigno, e senza darmi tempo di rispondere, entrambi si immergono. Sento le loro bocche su di me, sott’acqua, e il cuore mi esplode. Francesco mi bacia il seno, succhiando un capezzolo, mentre Simone scende più in basso, sfiorandomi il ventre e poi più giù. Mi aggrappo al bordo della jacuzzi, con le gambe che tremano. Non ci credo, sto lasciando che succeda. È sbagliato, lo so, ma il desiderio mi sta bruciando dentro.
Quando riemergono, ho il respiro corto. “Non possiamo…” dico, ma la mia voce è debole. Francesco mi guarda, con l’acqua che gli cola dai capelli. “Non possiamo cosa? Questo?” E mi bacia, un bacio profondo, con la lingua che si intreccia alla mia. Simone, dietro di me, mi tira su, facendomi sedere sul bordo della jacuzzi. Sono nuda dalla vita in su, con l’acqua che mi gocciola sulle tette, e loro due mi guardano come se fossi un premio. Mi sento vulnerabile, ma anche potente, desiderata.
Simone mi sfila il pezzo sotto del bikini, lasciandomi completamente esposta. “Cazzo, sei uno spettacolo,” dice, con la voce roca. Mi apre le gambe, e io non resisto. Francesco si mette in piedi davanti a me, con l’acqua che gli arriva alla vita, e si abbassa il costume, liberando un’erezione che mi fa deglutire. “Vuoi assaggiare?” mi chiede, e io, senza pensare, annuisco. Mi chino, prendendolo in bocca, mentre Simone si immerge di nuovo, e sento la sua lingua tra le mie gambe. È una sensazione pazzesca, sono sopraffatta. Francesco mi spinge la testa con una mano, non troppo forte, ma abbastanza da farmi capire chi comanda, e io lo prendo più a fondo, sentendo il sapore salato della sua pelle misto all’acqua clorata.
Dopo un po’, si scambiano. Simone sale sul bordo, e io faccio lo stesso con lui, mentre Francesco mi lecca, infilandomi due dita dentro. Gemo, con la bocca piena, cercando di non fare troppo rumore, ma è difficile. Le bolle coprono tutto, per fortuna. Sono in un vortice di sensazioni, il calore dell’acqua, il gusto di loro, le loro mani che mi esplorano ovunque.
Poi Francesco si alza, mi tira su con facilità, e mi gira, facendomi appoggiare le mani sul bordo. Sono piegata in avanti, con il culo in alto, e lui si posiziona dietro di me. “Pronto?” mi chiede, e io annuisco, con il respiro spezzato. Lo sento entrare, lentamente, e gemo forte, ma il rumore della jacuzzi copre tutto. Mi scopa in piedi, con spinte profonde, mentre Simone si mette davanti a me, inginocchiandosi sul bordo, e mi infila le dita in bocca, poi scende più in basso, toccandomi ovunque. Sono in estasi, non ho mai provato niente del genere.
Dopo un po’, cambiamo posizione. Francesco si siede sul bordo, e io mi metto sopra di lui, a cavalcioni, sentendolo dentro di me, nella fica, mentre mi muovo piano, adattandomi al ritmo dell’acqua che schizza attorno a noi. Simone si avvicina da dietro, e capisco cosa vuole fare. “Rilassati,” mi sussurra, e io faccio un respiro profondo mentre sento la pressione. Mi penetra piano nel culo, e all’inizio fa male, ma poi il dolore si trasforma in un piacere che non so descrivere. Sono piena, completamente, con entrambi che si muovono dentro di me, uno davanti e uno dietro. L’acqua schizza ovunque, i nostri gemiti si mescolano al rumore delle bolle, e io perdo la testa. “Cazzo, sì, continuate,” dico, con la voce spezzata, e loro ridono, spingendo più forte. Francesco mi stringe i fianchi, Simone mi tira i capelli, e io vengo, un orgasmo che mi scuote tutta, facendomi tremare le gambe.
Continuiamo per un po’, cambiando ritmo, fino a quando non vengono anche loro, uno dopo l’altro, con grugniti che mi fanno rabbrividire. Quando finiamo, ci immergiamo di nuovo nell’acqua, ansimando, cercando di riprendere fiato. Proprio in quel momento, vedo Roberto tornare con i cocktail in mano. “Ecco qua, ragazzi!” dice, allegro. Io mi sistemo il bikini in fretta, con il cuore che batte all’impazzata, e sorrido come se niente fosse. Francesco e Simone fanno finta di chiacchierare del più e del meno, mentre io sento le guance bruciarmi e le cosce che tremano ancora.
Quella notte, a letto con Roberto, non riesco a dormire. Sono insolitamente bagnata, ripensando a tutto, e non so se sia un bene o un male, ma una cosa è certa: non dimenticherò mai questa vacanza.
