Racconti Piccanti
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Sottomesso a mia sorella

Sottomesso a mia sorella

08 Aprile 2026·7 min di lettura

Ho vent’anni e il cuore mi batte all’impazzata ogni volta che penso a lei. Mia sorella maggiore, Sara, di ventotto anni, è sempre stata una forza della natura nella mia vita. Da bambini, i suoi ordini erano legge: “Fai questo”, “Stai lì”, “Non muoverti”. E io obbedivo, sempre. Non era solo perché era più grande; c’era qualcosa nel suo tono, nel suo sguardo, che mi faceva sentire piccolo, bisognoso di compiacerla. Col tempo, quella dinamica si è trasformata in qualcosa di più profondo, un desiderio che non riuscivo a spiegare. Fino a quella sera, qualche mese fa, quando tutto è cambiato.

Eravamo soli in casa. I nostri genitori erano fuori per il weekend. Stavamo guardando un film, ma l’aria era carica di tensione. Non so come sia iniziato, ma ricordo il momento esatto in cui mi ha guardato negli occhi e ha detto, con quella voce calma ma autoritaria: “Vieni qui. Sotto di me. Come facevamo da piccoli.” Il mio stomaco si è stretto, ma non ho esitato. Mi sono sdraiato sul divano, e lei si è seduta sopra di me, le sue cosce forti che mi bloccavano il petto. Non era un gioco innocente, non più. I suoi occhi brillavano di un’intensità che mi ha fatto tremare. “Ti piace ancora stare sotto, vero?” ha sussurrato, e io ho annuito, incapace di parlare. Da quella sera, il nostro rapporto è diventato qualcosa di proibito, ma irresistibile.

Ora, sono sdraiato sul suo letto, il materasso che cede leggermente sotto il mio peso. Lei è sopra di me, le sue cosce muscolose che mi stringono la testa, la sua pelle calda e liscia contro le mie guance. Il suo odore mi avvolge, un mix inebriante di sudore e desiderio che mi fa girare la testa. Si muove lentamente, sfregandosi contro il mio viso, usando la mia lingua per il suo piacere. Le sue mani mi tengono ferme le braccia lungo i fianchi, le dita che stringono con forza,penso a qualcosa, ma non ne sono sicuro. Non riesco a muovermi, non voglio muovermi. Sono completamente alla sua mercé, e ogni ordine che mi dà mi fa sentire vivo.

“Non ti muovere,” dice, la voce bassa, quasi un ringhio. “Resta fermo. Fammi sentire quanto sei bravo.” Le sue parole mi colpiscono come una scarica elettrica. La sento premere di più, il suo peso che mi schiaccia contro il materasso, il suo calore che mi soffoca. La mia lingua lavora instancabilmente, seguendo ogni suo movimento, ogni suo respiro. Sento il suo corpo tremare leggermente, un segnale che sta per raggiungere il culmine, e il mio cuore batte così forte che penso possa esplodere.

“Sì, così,” ansima, stringendo di più le cosce attorno alla mia testa. Il mondo si restringe al suo corpo, al suo sapore salato sulla mia lingua, al suono dei suoi gemiti che riempiono la stanza. “Non smettere. Non osare smettere.” La sua voce è un comando, e io obbedisco, perso in lei. La mia respirazione è irregolare, a volte interrotta dal suo peso che mi preme sul viso. È un controllo totale, e io lo voglio. Voglio che mi domini, che mi usi.

Improvvisamente si ferma, si solleva appena, lasciandomi riprendere fiato per un istante. La guardo dal basso, i suoi occhi scuri che mi fissano con un’intensità che mi fa rabbrividire. “Respira,” ordina, e io inspiro profondamente, i polmoni che bruciano. Ma non ho il tempo di rilassarmi. “Di nuovo,” dice, e si abbassa su di me con più forza di prima. La sua carne calda e umida mi avvolge completamente, e io mi perdo nel suo ritmo. La mia lingua si muove con precisione, esplorando ogni piega, ogni punto che la fa gemere più forte. Sento il suo corpo irrigidirsi, le sue unghie che si conficcano nelle mie braccia mentre mi tiene fermo.

“Sto per venire,” ansima, la voce spezzata dal piacere. “Prendilo tutto. Non sprecare niente.” La sua richiesta è un ordine, e io sono pronto. La sua pressione aumenta, quasi soffocandomi, ma non mi importa. Il mio mondo è lei, il suo sapore che mi riempie la bocca, il suo odore che mi inebria, i suoni gutturali che emette mentre si lascia andare. La sento pulsare contro di me, il suo corpo che trema violentemente mentre raggiunge l’orgasmo. Un’ondata di calore mi travolge, e io continuo a leccare, a succhiare, a darle tutto quello che vuole.

“Bravissimo…” mormora, guardandomi dall’alto, i suoi occhi pieni di soddisfazione. “Respira solo quando te lo permetto.” Le sue parole mi colpiscono come un pugno, e io annuisco debolmente, il respiro corto e affannoso. Si solleva appena, dandomi un istante di tregua, ma non si sposta del tutto. Il suo peso rimane su di me, un promemoria del suo controllo. “Ti piace, vero?” chiede, un sorriso crudele sulle labbra. “Essere mio. Essere sotto di me.”

“Sì,” riesco a dire, la voce roca. “Sempre.” Lei ride piano, un suono che mi fa rabbrividire. “Bene. Perché non ho ancora finito con te.” Si muove di nuovo, aggiustando la posizione, le sue cosce che si stringono ancora di più attorno al mio viso. Sento la sua umidità contro la mia bocca, il suo sapore che mi invade di nuovo. “Apri la bocca,” ordina, e io obbedisco senza pensare. La mia lingua si muove subito, esplorandola con una fame che non riesco a controllare. Ogni movimento è dettato da lei, ogni respiro è sotto il suo comando.

“Più forte,” dice, spingendosi contro di me con un ritmo più veloce. Sento la sua carne pulsare, il suo corpo che si tende mentre si avvicina di nuovo al limite. La mia mascella inizia a fare male, ma non mi fermo. Non posso. La sua voce mi guida, i suoi gemiti sono la mia ricompensa. “Succhiami lì,” ordina, e io eseguo, concentrandomi sul punto che la fa tremare. La sento ansimare, il suo corpo che si irrigidisce mentre un altro orgasmo la travolge. Questa volta è più intenso, il suo peso che mi schiaccia completamente mentre si lascia andare. La sua umidità mi riempie la bocca, e io la prendo tutta, come mi ha chiesto.

Quando si calma, si solleva appena, lasciandomi respirare. La mia faccia è bagnata, il mio respiro è irregolare, ma non mi muovo. La guardo, aspettando il suo prossimo ordine. Lei mi fissa, un’espressione di puro potere negli occhi. “Guardati,” dice, la voce bassa e carica di soddisfazione. “Sei un casino. E sei tutto mio.” Le sue parole mi fanno arrossire, ma non distolgo lo sguardo. “Sì,” sussurro. “Tuo.”

Si piega in avanti, le sue mani che mi tengono ancora ferme le braccia, e si abbassa di nuovo. “Non abbiamo finito,” dice, un sorriso pericoloso sulle labbra. “Voglio sentirti soffocare per me ancora una volta.” Il suo peso torna su di me, le sue cosce che mi stringono con una forza che mi toglie il fiato. La mia lingua si muove subito, lavorando per darle piacere, per farla gemere ancora. Sento il suo corpo rispondere, i suoi fianchi che si muovono con un ritmo sempre più veloce. Ogni tanto si solleva appena, lasciandomi respirare per un istante, solo per tornare a premere con più forza. “Respira quando te lo dico io,” ripete, la voce un sussurro crudele che mi fa tremare.

Il suo odore mi avvolge, un mix di sudore e desiderio che mi fa girare la testa. La sua pelle è scivolosa contro la mia faccia, il suo calore che mi soffoca. Sento ogni dettaglio, ogni piega della sua carne contro la mia lingua, ogni tremito del suo corpo mentre si avvicina di nuovo al culmine. I suoi gemiti riempiono la stanza, mescolandosi al suono del mio respiro affannoso quando me lo permette. “Sto venendo di nuovo,” ansima, stringendo le cosce con una forza che mi fa quasi svenire. “Prendilo. Tutto.” E io lo faccio, la mia bocca che lavora senza sosta mentre lei si lascia andare, il suo corpo che trema violentemente sopra di me.

Quando finalmente si ferma, si solleva lentamente, lasciandomi sdraiato lì, ansimante e distrutto. Mi guarda dall’alto, i suoi occhi che brillano di soddisfazione. “Bravissimo,” dice di nuovo, la voce morbida ma ancora autoritaria. “Ora riposa. Ma non dimenticare chi comanda.” Non rispondo, non ne ho la forza. La guardo e basta, il cuore che batte forte, il corpo che trema per l’intensità di quello che è appena successo. So che non finirà qui. So che lei mi terrà sotto il suo controllo, e io non voglio altro.

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