Come ho succhiato il fratello del mio fidanzato
Non so nemmeno come cazzo ci sono finita in questa situazione. Sono qui, in uno chalet in montagna, con il mio ragazzo, Marco, che dorme come un sasso nel letto accanto a me, e suo fratello maggiore, Luca, che mi guarda con quegli occhi da predatore. Siamo a Courmayeur, un weekend organizzato all’ultimo per “staccare un po’”. Io ho 23 anni, sono una studentessa, una ragazza normale, non una di quelle che fanno porcate così, eppure… eppure eccomi qua, con il cuore che mi batte a mille e un casino di pensieri in testa. Marco ha bevuto troppo stasera, vino e grappa, e russa come un trattore. Luca, invece, è sveglio, seduto sul divano del salottino accanto alla nostra stanza, con una birra in mano. La porta è aperta, lo vedo da qui, e lui vede me. È una situazione del cazzo, ma non riesco a distogliere lo sguardo.
Tutto è iniziato prima di cena, quando Marco si è messo a giocare a carte con gli altri amici che sono con noi. Io e Luca siamo rimasti in cucina a preparare la roba da mangiare. Lui, 30 anni, alto, con quella barba incolta che gli dà un’aria da stronzo affascinante, continuava a fare battute, a sfottermi. “Ma dai, Sara, sei troppo seria, rilassati un po’.” Mi ha toccato il braccio mentre passava dietro di me, una cosa da niente, ma ho sentito un brivido. Cazzo, non dovrei. Marco è suo fratello, è il mio ragazzo da due anni, lo amo. Ma Luca ha qualcosa… una specie di magnetismo che mi incasina. Ho cercato di ignorarlo, ma durante la cena mi guardava, e io arrossivo come una scema. Dopo, quando Marco si è addormentato, sono andata a prendere un bicchiere d’acqua, e Luca era lì, sul divano. “Non dormi?” mi ha chiesto, con quel sorrisetto che mi fa venire i nervi. “No, non ci riesco,” ho risposto, e invece di tornare a letto mi sono seduta vicino a lui. Errore del cazzo.
Siamo stati zitti per un po’, poi ha messo una mano sulla mia gamba. Giuro, ho sentito una scossa. “Che fai?” ho sussurrato, con la voce che tremava. “Niente, solo che sei fottutamente bella,” ha detto, senza giri di parole. Avrei dovuto alzarmi e andarmene, ma non l’ho fatto. Ero incazzata con me stessa, ma anche eccitata. La sua mano è salita un po’, sotto il bordo dei pantaloni della tuta che avevo addosso. Mi sono morsa il labbro, non sapevo se spingerlo via o lasciarlo fare. “Marco è lì dentro,” ho detto, come per ricordarlo a entrambi. “Dorme, non si sveglia nemmeno con un terremoto,” ha risposto lui, e aveva ragione. La sua mano è arrivata all’elastico delle mutande, e io non l’ho fermato. Mi sentivo una merda, ma il mio corpo voleva altro.
Poi mi sono girata verso di lui, e ci siamo baciati. Un bacio lento, di quelli che ti fanno girare la testa. La sua lingua spingeva contro la mia, e io lo lasciavo fare, con le mani che tremavano mentre gli toccavo il petto sotto la maglietta. Ha iniziato a sfiorarmi sopra le mutande, e io ero già bagnata, cazzo, non ci potevo credere. Ha smesso di baciarmi per un attimo, mi ha guardato negli occhi e ha sussurrato: “Vuoi?”. Non ho detto niente, ma ho annuito, come una scema. Lui si è abbassato i pantaloni della tuta, giusto quel tanto per tirarlo fuori. Era già duro, e io non riuscivo a smettere di guardarlo. “Dai, Sara,” ha detto, con quella voce bassa che mi mandava fuori di testa. Mi sono abbassata piano, con il cuore che mi scoppiava nel petto. Gli ho preso in mano il cazzo, era caldo, pesante. Ho iniziato a muovere la mano su e giù, lentamente, sentendo ogni vena sotto le dita. Lui ha fatto un gemito basso, e io mi sono sentita potente, anche se mi odiavo per quello che stavo facendo.
Poi mi sono chinata del tutto, e l’ho preso in bocca. All’inizio solo la punta, leccandola piano con la lingua, sentendo il sapore salato. Lui ha messo una mano nei miei capelli, senza spingere, solo per tenermi lì. “Cazzo, sei brava,” ha mormorato, e io ho continuato, prendendo di più, succhiando più forte. Sentivo il suo respiro che accelerava, i suoi fianchi che si muovevano appena per venirmi incontro. Mi sono fermata un attimo per riprendere fiato, guardandolo dal basso, con la saliva che mi colava sul mento. “Non fermarti,” ha detto, quasi implorando. Ho ripreso, muovendo la testa su e giù, con una mano che lo stringeva alla base. La mia lingua girava intorno, e lui gemeva piano, cercando di non fare rumore. L’odore di lui, muschiato, mi riempiva il naso, e il suono dei miei movimenti, quel risucchio bagnato, mi faceva arrossire ma anche eccitare di più. Ogni tanto lo guardavo, i suoi occhi erano chiusi, la testa appoggiata indietro sul divano. Mi sentivo in colpa, ma non riuscivo a smettere. Era come se una parte di me avesse preso il controllo, e l’altra fosse solo uno spettatore.
Dopo un po’ ha iniziato a tremare, e ho capito che stava per venire. “Sara, cazzo, sto per…” ha detto a denti stretti. Non mi sono tirata indietro, ho continuato, succhiando più veloce, fino a quando non l’ho sentito esplodere nella mia bocca. Caldo, appiccicoso, ho ingoiato tutto, senza pensarci troppo, mentre lui ansimava forte, stringendomi i capelli. Quando ho finito, mi sono tirata su, pulendomi la bocca con il dorso della mano. Lui mi guardava, con il fiatone, e ha detto solo: “Sei pazzesca.” Io non ho detto niente, mi sentivo vuota, incazzata con me stessa. Mi sono alzata, senza guardarlo, e sono tornata in camera. Marco dormiva ancora, non si era accorto di un cazzo. Mi sono sdraiata accanto a lui, con il cuore che batteva ancora forte e un nodo in gola. Non so come farò a guardarlo negli occhi domani, né come farò con Luca. Ho fatto una cazzata, lo so, ma in quel momento… in quel momento non sono riuscita a fermarmi. E ora devo convivere con questa merda.
