Racconti Piccanti
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La moglie di marco è mia

La moglie di marco è mia

07 Marzo 2026·5 min di lettura

Sono Davide, ho 42 anni, un fisico scolpito da anni di palestra e una vita da single che non cambierei per niente al mondo. Faccio il personal trainer, e di donne ne vedo passare tante, ma Alessia è un’altra storia. È la moglie di Marco, un tizio di 38 anni che ho conosciuto in sala pesi. Lei, 34 anni, ha un corpo da paura, di quelli che ti fanno girare la testa: culo sodo, tette piene, e un modo di guardarti che ti fa capire subito che vuole qualcosa. Da mesi mi scrive messaggi da far arrossire anche uno come me, roba esplicita su cosa vorrebbe farmi e su cosa vorrebbe che io facessi a lei. E Marco? Marco lo sa. Anzi, gli piace. Mi ha confessato che è un tipo sottomesso, che non tocca sua moglie da un pezzo e che si eccita a vedere un altro prenderla. Così, quando mi hanno invitato a casa loro, ho capito che non era solo per un caffè.

Arrivo davanti alla loro porta, un appartamento in un quartiere residenziale normale, di quelli con i vicini curiosi. Suono il campanello, e Marco mi apre. Cazzo, non ci credo: ha un perizoma nero da cameriera, la testa bassa, non osa nemmeno guardarmi negli occhi. “Benvenuto, Davide,” mormora, con una voce da zerbino. Lo squadro, faccio un ghigno e entro senza dire niente. Alessia è lì, in salotto, con un vestito aderente che non lascia spazio all’immaginazione. Mi avvicino, la prendo per la vita e le pianto un bacio in bocca davanti a lui, infilandole la lingua senza ritegno. Sento il suo respiro accelerare, le sue mani che mi stringono i fianchi. Poi mi giro verso Marco, ancora in ginocchio vicino alla porta, e gli dico con un sorriso stronzo: “Tuo marito mi ha già ringraziato per essere qui.” Alessia ride, una risata bassa e provocante, mentre lui abbassa ancora di più lo sguardo.

La tensione è palpabile. Mi siedo sul divano, lei si mette accanto a me, così vicina che sento il calore del suo corpo. Marco resta lì, fermo, come un cane che aspetta ordini. Comincio a toccarle una coscia, piano, salendo con la mano sotto il vestito. Lei mi guarda, gli occhi pieni di voglia, ma c’è anche un lampo di esitazione. “E se i vicini sentono?” sussurra. Le rispondo con un ghigno: “Che sentano, così capiscono chi comanda qua.” Dentro di me, però, mi chiedo se sto esagerando, se questa cosa non mi stia sfuggendo di mano. Ma poi lei mi bacia di nuovo, e ogni dubbio sparisce. Le sue labbra sono calde, il suo profumo dolce mi fa impazzire. Le infilo una mano tra le gambe, sento che è già bagnata attraverso le mutandine. Marco ci guarda, e giuro che vedo un’ombra di eccitazione nei suoi occhi da cornuto.

La spingo verso il tavolo da pranzo, un pezzo di legno massiccio al centro della stanza. “Sdraiati,” le dico, con un tono che non ammette repliche. Lei obbedisce, si stende con le gambe che penzolano dal bordo. Le tiro su il vestito, le sfilo le mutandine nere di pizzo e le apro le cosce. Mi inginocchio tra le sue gambe, la guardo: è perfetta, rasata, lucida di desiderio. “Marco, vieni qua,” ordino. Lui striscia in ginocchio fino a noi, si ferma a un metro. “Guardami bene mentre lecco quello che tu non puoi avere,” gli dico, e poi affondo la faccia tra le cosce di Alessia. La mia lingua scivola lenta sulle sue labbra, poi più in profondità, assaporando ogni goccia. Lei geme, si contorce, mi afferra i capelli. “Cazzo, Davide, non fermarti,” ansima. Io continuo, succhiando e leccando, mentre Marco respira pesante, impotente, a guardarci. Sento il suo sguardo su di me, e questo mi eccita ancora di più. Vado avanti per minuti, finché lei non trema tutta, vicina al limite, ma non la lascio venire. Non ancora.

Mi alzo, mi sbottono i jeans e tiro fuori il cazzo, duro come il marmo. Alessia mi guarda con gli occhi spalancati, poi sorride. “Vieni qua,” le dico, aiutandola a scendere dal tavolo solo per farla sdraiare di nuovo, stavolta con le gambe bene aperte. Mi posiziono tra le sue cosce, le sollevo le gambe e gliele tengo spalancate con le mani. Marco è ancora in ginocchio, vicino a noi. “Avvicinati e leccami le palle mentre la scopo,” gli ordino. Lui esita un attimo, ma poi si avvicina, la testa china. Sento la sua lingua timida che mi sfiora mentre inizio a spingere dentro Alessia. Entro piano all’inizio, sentendo ogni centimetro di lei che mi accoglie, calda e stretta. “Cazzo, quanto sei bagnata,” le dico, e lei geme forte, inarcando la schiena. Aumento il ritmo, spingendo più forte, più profondo, in posizione missionaria, con le sue gambe sulle mie spalle. Il tavolo scricchiola sotto di noi, i nostri corpi sbattono con un suono ritmico, bagnato. Marco continua a leccarmi, e la sensazione mi manda fuori di testa. “Brava, puttana, prendi tutto,” ringhio ad Alessia, e lei risponde con un urlo soffocato, le unghie che mi graffiano la schiena. L’odore del sesso riempie la stanza, un mix di sudore e desiderio. Sento che sto per venire, ma mi trattengo, voglio farla godere prima. “Vieni, dai, fammi vedere,” le dico, e dopo qualche altra spinta violenta lei si lascia andare, urlando il mio nome mentre il suo corpo trema.

Esco da lei un attimo prima di venire anch’io, spruzzando sul suo stomaco con un grugnito. Marco è ancora lì, in ginocchio, che ci guarda con un misto di umiliazione e eccitazione. Mi tiro su i pantaloni, ansimando, mentre Alessia si ricompone con un sorriso soddisfatto. “Cazzo, Davide, è stato pazzesco,” dice, passandosi una mano tra i capelli. Io le faccio l’occhiolino, poi guardo Marco. “Hai visto come si fa? Magari impari qualcosa,” gli dico con una risata. Lui non risponde, ma non sembra nemmeno incazzato. È come se fosse contento, in un modo strano.

Ci sediamo sul divano, io e Alessia, mentre Marco va a prendere dell’acqua in cucina, sempre con quel perizoma ridicolo. Lei mi appoggia una mano sulla gamba e sussurra: “La prossima volta voglio provare qualcosa di ancora più spinto.” Io sorrido, già immaginando cosa potrebbe essere. Non so dove ci porterà questa storia, ma per ora mi va benissimo così. Nessun rimpianto, nessun casino. Solo il piacere di averla fatta mia, davanti agli occhi di suo marito.

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