Racconti Piccanti
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Benvenuto nella famiglia dei cornuti

Benvenuto nella famiglia dei cornuti

12 Marzo 2026·7 min di lettura

Davide non si sentiva a suo agio a casa della suocera, Franca. Non lo era mai stato, in realtà. Quella villetta a due piani in periferia, con le tende di pizzo e l’odore di lavanda mescolato a qualcosa di più acre, gli metteva sempre un po’ di ansia. Franca, 58 anni portati con una sfacciataggine che lo imbarazzava, aveva un modo di fare che lo faceva sentire piccolo, inadeguato. Non aiutava il fatto che sua moglie Laura, 37 anni, mora con curve che lo avevano sempre fatto impazzire, sembrava trasformarsi ogni volta che erano lì. Da anni reprimeva la sua sensualità, come se il matrimonio con lui l’avesse spenta, ma con la madre tornava a essere una donna diversa: più sicura, più provocante. Davide, 41 anni, con la pancetta che iniziava a spuntare e una calvizie incipiente, si sentiva sempre fuori posto in quel contesto.

Quella sera, però, qualcosa nell’aria era più strano del solito. Franca aveva organizzato una “cenetta intima”, come l’aveva chiamata, invitando anche un suo amico, un certo Marco, 45 anni, un tipo palestrato che sembrava uscito da un catalogo di abbigliamento sportivo. Marco aveva spalle larghe, braccia muscolose e una mascella che sembrava scolpita. Davide, seduto sul divano con un bicchiere di vino in mano, non poteva fare a meno di notare come Laura lo guardasse. Non era solo curiosità: c’era desiderio nei suoi occhi scuri, un desiderio che con lui non vedeva da anni. Franca, con un sorriso malizioso, gli aveva sussurrato poco prima: “Vedrai, stasera ci divertiamo tutti.” Davide aveva fatto una risata nervosa, non capendo se fosse uno scherzo o meno.

La cena era passata con qualche battuta, qualche sguardo di troppo e un po’ di vino che scioglieva i freni. Laura indossava un vestito nero aderente che le metteva in risalto i fianchi pieni e il seno prosperoso, e Davide aveva notato come Marco non le togliesse gli occhi di dosso. Franca, con i suoi capelli tinti di un biondo platino e un trucco un po’ troppo pesante, sembrava godersi ogni secondo di quella tensione. Dopo il dolce, aveva proposto di spostarsi in salotto “per un po’ di musica e relax”. Davide, già a disagio, aveva seguito gli altri, sentendosi come un pesce fuor d’acqua.

Nel salotto, con le luci soffuse e un sottofondo di jazz che usciva da un vecchio stereo, la situazione aveva iniziato a scaldarsi. Laura si era seduta accanto a Marco sul divano, ridendo a ogni sua battuta, sfiorandogli il braccio con una mano. Davide, su una poltrona poco lontana, stringeva il bicchiere con troppa forza, combattuto tra la gelosia e una strana, imbarazzante eccitazione. Franca, in piedi vicino a lui, gli aveva posato una mano sulla spalla, chinandosi per sussurrargli: “Rilassati, tesoro. Tua moglie ha bisogno di questo. E anche tu.” Lui aveva deglutito, incapace di rispondere, mentre il cuore gli batteva all’impazzata.

La tensione era diventata quasi palpabile quando Marco, con una mossa decisa ma non aggressiva, aveva preso Laura per la vita, attirandola a sé per un bacio. Lei non si era tirata indietro, anzi, aveva ricambiato con una passione che Davide non vedeva da anni. Le loro labbra si muovevano con avidità, le mani di Marco che scivolavano lungo i fianchi di Laura, stringendola contro di sé. Davide li guardava, pietrificato, mentre Franca, con un ghigno, gli stringeva la spalla. “Guarda come gode tua moglie, finalmente,” gli aveva detto, la voce bassa e carica di una perfida soddisfazione. Lui avrebbe voluto protestare, ma qualcosa dentro di lui – una parte che non voleva ammettere – lo teneva inchiodato lì, a guardare.

Marco aveva fatto scivolare una mano sotto il vestito di Laura, sollevandolo piano sulle cosce lisce e piene. Lei aveva ansimato leggermente, appoggiandosi a lui mentre le sue dita esploravano, sfiorando la stoffa sottile degli slip. Davide vedeva tutto, ogni movimento, e si sentiva come se il mondo gli girasse intorno. Franca, accanto a lui, gli accarezzava la nuca, quasi a consolarlo, ma con un tono che tradiva il suo divertimento. “Non è bellissima così? Libera, finalmente,” gli aveva sussurrato. Laura, con gli occhi socchiusi, aveva lasciato che Marco le sfilasse il vestito, restando in reggiseno e mutandine nere, il corpo illuminato dalla luce calda della lampada. Marco le aveva baciato il collo, scendendo lentamente verso il décolleté, mentre con una mano le sganciava il reggiseno, liberando i seni pesanti, i capezzoli già turgidi.

I preliminari erano lenti, quasi studiati. Marco la toccava con una sicurezza che Davide non aveva mai avuto, esplorando ogni centimetro del suo corpo. Le sue mani grandi le accarezzavano i seni, pizzicando piano i capezzoli mentre Laura gemeva piano, la testa reclinata all’indietro. Poi lui era sceso più in basso, facendola sdraiare sul divano, e le aveva tolto gli slip con un movimento deciso. Laura aveva aperto le gambe, lasciandosi guardare, e Marco si era chinato su di lei, iniziando a baciarle l’interno delle cosce, risalendo piano verso il centro. Davide vedeva la lingua di Marco muoversi, la sentiva quasi, mentre Laura si inarcava, afferrandogli i capelli e sospirando: “Sì, così, non fermarti.” Franca, accanto a lui, ridacchiava piano. “Vedi? È questo che vuole una donna. Non quello che le dai tu.”

Quando Marco si era alzato, togliendosi la camicia per mostrare un torace scolpito e pieno di peli scuri, Laura lo aveva guardato con una fame che Davide non le aveva mai visto. Si erano spostati verso la camera da letto al piano di sopra, quella di Franca, con un letto matrimoniale enorme coperto da lenzuola di seta rossa. Davide e Franca li avevano seguiti, come spettatori di uno spettacolo che non potevano fermare. Laura si era sdraiata sul letto, nuda, le gambe leggermente aperte, mentre Marco si toglieva i jeans, rivelando un’erezione evidente sotto i boxer aderenti. Lei lo aveva attirato a sé, baciandolo di nuovo, mentre le sue mani gli abbassavano l’ultimo indumento. Davide, in un angolo della stanza, vedeva tutto: il membro turgido di Marco, le mani di Laura che lo accarezzavano, la sua espressione di puro desiderio.

Il sesso era iniziato con Laura che si metteva sopra di lui, cavalcandolo piano. Si era abbassata sul suo membro, prendendolo dentro di sé con un gemito profondo, le mani appoggiate sul suo petto muscoloso. I suoi fianchi si muovevano lenti, avanti e indietro, mentre Marco le afferrava il sedere, guidandola nel ritmo. “Cazzo, sei stretta,” le aveva detto lui, la voce roca, e lei aveva riso piano, ansimando: “E tu sei duro da morire.” I loro corpi si muovevano insieme, il letto che scricchiolava leggermente, l’odore di sudore e sesso che iniziava a riempire la stanza. Davide guardava, incapace di distogliere lo sguardo, mentre Franca gli stringeva il braccio, sussurrandogli: “Guarda come si fa scopare tua moglie. Questo è quello che le serve.”

Dopo un po’, Marco l’aveva girata, mettendola a quattro zampe. Le sue mani le stringevano i fianchi, mentre si posizionava dietro di lei, entrando con una spinta decisa. Laura aveva gridato di piacere, abbassando la testa sul cuscino, il sedere in alto mentre lui la penetrava con ritmo crescente. Ogni spinta era accompagnata da un suono umido, dal rumore dei loro corpi che sbattevano insieme, dai gemiti di Laura che si facevano sempre più intensi. “Più forte, cazzo, più forte,” lo incitava lei, e Marco obbediva, afferrandola per i capelli con una mano, tirandola leggermente indietro. Davide vedeva ogni dettaglio: il modo in cui il corpo di Laura tremava a ogni colpo, il sudore che le colava lungo la schiena, i muscoli di Marco che si tendevano a ogni movimento.

Quando erano vicini al culmine, Marco l’aveva tirata fuori, facendola girare sulla schiena. Laura, con il respiro affannoso, aveva aperto le gambe, guardandolo con occhi pieni di lussuria. Lui si era posizionato sopra di lei, sfregandosi contro il suo ventre, finché non era venuto con un grugnito, spargendo il suo seme caldo sul suo stomaco e sui seni. Laura aveva riso, ansimando, passandosi una mano sul corpo, spalmando il liquido sulla pelle lucida di sudore. “Cazzo, che sborrata,” aveva detto, con un sorriso sazio.

Franca, che fino a quel momento era stata in silenzio accanto a Davide, gli aveva dato una spinta leggera verso il letto. “Vai, tesoro. Pulisci tutto. È il tuo posto, no?” Davide, con la testa che gli girava, si era avvicinato, sentendosi umiliato ma incapace di ribellarsi. Si era chinato su Laura, che lo guardava con un’espressione tra il divertimento e il disprezzo, e aveva iniziato a leccare il seme di Marco dal suo corpo, sentendo il sapore salato sulla lingua, il calore della sua pelle. Franca, dietro di lui, gli aveva sussurrato all’orecchio con una voce carica di scherno: “Benvenuto nella famiglia dei cornuti.”

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