Osserva mentre succhio il tuo fratellone
Sono seduto sul divano di casa mia, una birra mezza vuota in mano, quando Veronica entra dalla porta con quel sorrisetto che mi fa già capire tutto. Ha 22 anni, i capelli neri che le cadono sulle spalle, un corpo snello ma con le curve al posto giusto, e oggi indossa una maglietta aderente e dei leggings che sembrano dipinti sulla sua pelle. È la mia ragazza da sei mesi, e ogni volta che la vedo mi si accende qualcosa dentro. Ho 30 anni, so che la differenza d’età è evidente, ma a letto non conta niente. Lei è fuoco puro.
Mio fratello minore, Luca, è seduto sulla poltrona accanto a me. Ha la stessa età di Veronica, 22 anni, e ultimamente è sempre qui a casa mia, a ciondolare senza motivo. Non so perché, ma oggi quando ha saputo che lei sarebbe passata, ha deciso di restare. Non è un caso, lo sento. Ha gli occhi che brillano di curiosità, e non mi piace come guarda la mia ragazza. Ma non dico niente. Non ancora.
“Ciao, amore,” dice Veronica, avvicinandosi e dandomi un bacio veloce sulle labbra. Poi si volta verso Luca. “Ehi, ciao anche a te. Sempre qui, eh?”
Luca ride, un po’ nervoso. “Sì, beh, non ho molto da fare. E poi qui si sta bene.”
Veronica si siede sulle mie gambe, il suo peso leggero ma caldo contro di me. Sento subito il suo profumo, un misto di shampoo alla frutta e qualcosa di più intenso, il suo odore naturale. Mi appoggia una mano sul petto e si china a sussurrarmi all’orecchio: “Ho voglia di te. Tipo, ora.”
Il mio cuore batte più forte. Guardo Luca con la coda dell’occhio, sta fingendo di guardare il telefono, ma so che ci sta ascoltando. “C’è mio fratello qui,” le dico piano, ma con un tono che lascia intendere che non è un vero problema.
Lei sorride, maliziosa. “E allora? Non mi dà fastidio. Anzi…” Si morde il labbro inferiore e mi guarda dritto negli occhi. “Potrebbe essere… interessante.”
Non so se sto capendo bene, ma il sangue mi pompa già nelle vene. “Che intendi?” le chiedo, la voce un po’ roca.
Veronica si sposta leggermente, premendo il suo bacino contro il mio. “Intendo che non mi dispiace se ci guarda. Se vuoi, certo.” Poi si volta verso Luca, che ora non finge più di ignorarci. “Che ne dici, Luca? Ti va di guardare mentre faccio godere tuo fratello?”
Luca sgrana gli occhi, la bocca leggermente aperta. “Cioè… sul serio?” balbetta, ma vedo che la sua mano si è già posata istintivamente sui pantaloni, come se non potesse controllarsi.
“Sì, sul serio,” risponde lei, con una sicurezza che mi fa impazzire. “Ma non toccare. Solo guardare. E fai quello che vuoi con te stesso, se ti va.”
Non so come ci siamo arrivati, ma l’idea mi eccita da morire. Guardo Luca, che annuisce lentamente, il viso arrossato. “Ok,” dice con un filo di voce. “Ci sto.”
Veronica non perde tempo. Si alza dalle mie gambe, si mette in ginocchio davanti a me, tra le mie cosce aperte, e inizia a slacciarmi la cintura. Le sue mani sono veloci, sicure, e il rumore della fibbia che si apre è l’unico suono nella stanza per un momento. Sento il mio respiro accelerare, e quando alzo lo sguardo vedo Luca che ci fissa, incantato, una mano già dentro i pantaloni.
“Sei già duro,” dice Veronica, tirando giù la zip e abbassandomi i jeans insieme ai boxer quel tanto che basta per liberarmi. Il mio membro è lì, teso, pesante, e lei lo guarda con un’espressione di pura voglia. “Cazzo, quanto mi piace,” mormora, e poi mi guarda negli occhi. “Dimmi cosa vuoi che faccia.”
“Succhiamelo,” le dico, senza giri di parole. La mia voce è bassa, carica di desiderio. “Fallo bene, come sai fare tu.”
Lei sorride, un sorriso da predatrice, e si lecca le labbra. “Sì, amore. Ti faccio vedere come si fa.” Si china su di me, la sua bocca calda e umida che mi avvolge piano, centimetro per centimetro. La sensazione è immediata, intensa, un misto di calore e pressione che mi fa stringere i pugni sui braccioli del divano. La sua lingua si muove sulla punta, lenta, quasi a torturarmi, prima di scendere lungo l’asta, lasciando una scia bagnata che brilla sotto la luce della lampada.
“Porca miseria,” sussurra Luca, la voce strozzata. Lo guardo di sfuggita: si sta toccando, i movimenti frenetici, gli occhi incollati su di noi. “È… è assurdo.”
Veronica alza lo sguardo su di me, la bocca ancora attorno a me, e mormora con le labbra piene: “Ti piace che ci guardi, vero? Lo sento da come pulsi.” Le sue parole vibrano contro di me, e io gemo, incapace di trattenermi.
“Sì, cazzo, mi piace,” le dico, mettendole una mano tra i capelli. Non spingo, non ancora, voglio lasciarla fare a modo suo. “Vai più a fondo. Lo voglio tutto dentro.”
Lei obbedisce, prendendomi più in profondità, fino a sentire il calore della sua gola. Il suono che fa, un misto di respiri affannosi e piccoli gemiti soffocati, mi manda fuori di testa. La sua testa si muove su e giù, il ritmo costante, le labbra strette attorno a me, la saliva che cola lungo il mio membro e mi bagna la base. Sento l’odore del suo sudore leggero, mischiato al suo profumo, e il sapore salato della mia pelle quando mi sfiora con la lingua.
“Guardami mentre lo faccio,” dice all’improvviso, togliendosi per un attimo e guardando Luca. La sua voce è roca, carica di eccitazione. “Guarda come lo succhio. Ti piace, vero? Ti sta facendo impazzire.”
Luca annuisce, senza fiato. “Sì… sì, è pazzesco. Non ho mai visto niente del genere.” La sua mano si muove più veloce, i pantaloni abbassati appena, e vedo il suo membro, rosso e teso, mentre se lo stringe con forza.
“Brava, continua così,” le dico, la voce tesa. Le accarezzo i capelli, poi li stringo un po’ più forte, guidandola nei movimenti. “Fammi sentire quanto ti piace averlo in bocca.”
Veronica geme, un suono profondo che mi arriva dritto allo stomaco. “Mi piace da morire,” dice, la bocca ancora vicina, il fiato caldo sulla mia pelle. “È così duro, così grosso… lo voglio tutto.” E poi torna a prenderlo, più veloce, più intensa, le guance che si incavano mentre succhia con forza. La sento deglutire, la gola che si contrae attorno a me, e ogni tanto si ferma per respirare, le labbra lucide di saliva, gli occhi che brillano di pura lussuria.
Sento il piacere montare, un calore che parte dalla base e si irradia ovunque. “Rallenta un po’,” le dico, ansimando. “Non voglio venire subito. Voglio godermela.”
Lei ride, un suono basso e malizioso. “Ok, amore. Ti faccio durare. Ma dimmi come lo vuoi. Parla.”
“Piano, ma profondo,” le dico, guardandola dritto negli occhi. “E usa la lingua. Fammi sentire ogni cosa.”
Veronica annuisce, e il suo ritmo cambia. Va più lenta, ma ogni movimento è deliberato, calcolato. La sua lingua si muove in cerchi attorno alla punta, poi scende lungo i lati, esplorando ogni centimetro. Sento il calore della sua bocca, il contatto umido e scivoloso, e ogni tanto mi guarda, come per assicurarsi che io stia godendo. E sto godendo, cazzo se sto godendo.
“È… incredibile,” balbetta Luca, la voce spezzata. “Come fai a resistere così tanto?”
“Non resisto,” gli rispondo, con un sorriso teso. “Sto solo cercando di non perdermi subito. Ma lei è troppo brava.”
Veronica ridacchia, il suono attutito dal fatto che mi ha ancora in bocca. “Grazie, amore. Vuoi che acceleri ora? O vuoi venire così, piano piano?”
“Accelera,” le dico, la voce rauca. “Fammi sentire tutto. Fammi venire.”
Lei non si fa pregare. La sua testa inizia a muoversi più veloce, la bocca che mi stringe con più forza, la lingua che danza su di me in un modo che mi fa tremare le gambe. La sento succhiare con decisione, il suono bagnato e ritmico che riempie la stanza, insieme ai suoi piccoli gemiti e ai miei respiri pesanti. Sento l’odore del suo eccitazione, un misto di sudore e calore, e vedo il modo in cui le sue labbra si tendono attorno a me, lucide e arrossate.
“Ci sono quasi,” le dico, stringendo i denti. “Cazzo, Veronica, ci sono.”
“Sì, dai,” mi incoraggia, la voce spezzata, togliendosi solo per un secondo. “Dammelo. Voglio sentirlo tutto in bocca.”
Quelle parole sono la goccia che fa traboccare il vaso. Con un gemito profondo, mi lascio andare, il piacere che esplode in ondate, il mio corpo che si contrae mentre vengo, il calore che si riversa nella sua bocca. Lei non si tira indietro, continua a succhiare, più piano ora, ma senza smettere, prendendo tutto, deglutendo con piccoli suoni soddisfatti. Sento la sua lingua che mi pulisce, delicata ma insistente, e il mio respiro si fa più pesante mentre il piacere lentamente si placa.
Alzo lo sguardo e vedo Luca, il viso contorto in un’espressione di pura estasi, la mano che si ferma mentre anche lui raggiunge il culmine, un gemito soffocato che gli sfugge dalle labbra. È un’immagine strana, quasi surreale, ma in questo momento non mi importa. Sono ancora perso nella sensazione della bocca di Veronica, nel calore del suo respiro sulla mia pelle ormai sensibile.
Alla fine, lei si tira indietro, si passa il dorso della mano sulle labbra e mi sorride. “Ti è piaciuto?” chiede, la voce roca ma soddisfatta.
“Piaciuto è poco,” le rispondo, ancora ansimante. “Sei stata… incredibile.”
Lei ride piano e si alza, sedendosi di nuovo sulle mie gambe. “Bene. E tu, Luca? Ti sei divertito a guardare?”
Luca, ancora rosso in viso, annuisce lentamente. “Sì. Non so nemmeno cosa dire. È stato… pazzesco.”
“Bene,” dice Veronica, con un sorrisetto. “Magari un’altra volta ti facciamo vedere di più. Ma ora, lasciaci un po’ da soli, ok?”
Luca capisce al volo. Si alza, sistemandosi i pantaloni con mani tremanti, e mormora un “Certo, ci vediamo dopo” prima di sparire in corridoio. Sento la porta della sua stanza chiudersi, e finalmente siamo solo io e Veronica.
“Sei pazza,” le dico, stringendola a me, il suo corpo caldo contro il mio. “Ma mi fai impazzire.”
Lei sorride, appoggiando la testa sulla mia spalla. “Lo so. E non è finita qui. Dammi dieci minuti, e ricominciamo. Solo noi due, stavolta.”
Rido, ancora con il cuore che batte forte. Non so come faccia ad avere così tanta energia, ma non mi lamento. Con lei, non mi lamento mai.
