Parlare con il cazzo in bocca (parte 2)
Non riuscivo a togliermi quella serata dalla testa. Era passata una settimana, forse meno, ma ogni volta che chiudevo gli occhi sentivo ancora la risata di Matteo, il tono basso della sua voce mentre diceva “quanto bravo sei davvero?”. Mi ero barricato nella mia stanza per giorni, evitando il salotto come se fosse un campo …
