Racconti Piccanti
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Allo schiuma party

Allo schiuma party

07 Aprile 2026·7 min di lettura

Non ricordo nemmeno come sono finito qui, in mezzo a questa marea di corpi sudati e schiuma appiccicosa che mi avvolge le gambe. La musica mi martella nelle orecchie, un basso profondo che sembra vibrarmi direttamente nel petto. Sono in slip, bianchi, aderenti, l’unico capo che mi hanno permesso di tenere addosso all’ingresso di questo schiuma party. Scarpe da ginnastica ai piedi, per non scivolare sul pavimento bagnato, ma il resto del mio corpo è nudo, esposto. Ho bevuto troppo, lo so. Vodka, tequila, non so nemmeno più cosa ho mandato giù, ma la testa mi gira appena, e il calore della folla mi tiene sveglio, eccitato.

Cammino tra la gente, o meglio, mi lascio spingere. La schiuma mi arriva quasi alla vita, densa, fresca sulla pelle, e ogni tanto qualche mano sconosciuta mi sfiora, un tocco casuale o forse no. Rido tra me, il cuore che batte forte, non so se per l’alcol o per l’atmosfera. Poi, d’un tratto, sento qualcosa. Una pressione leggera ma decisa sugli slip, dietro di me. Faccio per girarmi, ma non vedo nulla, solo schiuma e sagome sfocate di corpi che si muovono a ritmo. Tento di tirarmi su la stoffa, ma una mano forte me li strattona verso il basso con violenza. Perdo l’equilibrio, inciampo, e in un attimo gli slip sono spariti, inghiottiti dalla schiuma. Sono nudo, vulnerabile, ma l’adrenalina mi scorre nelle vene, e non c’è tempo per pensare.

“Ehi, tutto bene?” Una voce maschile, roca, vicinissima. Mi volto e vedo un ragazzo, capelli corti bagnati, torso nudo lucido di schiuma e sudore. Ha un sorriso sfacciato, gli occhi che brillano di una luce che non lascia spazio a dubbi. Non rispondo, ma lui si avvicina, mi prende il viso con una mano e mi bacia. Le sue labbra sono calde, la sua lingua aggressiva, sa di birra e di qualcosa di dolce. Mi lascio andare, il cuore che mi esplode nel petto, ma poi sento un altro tocco, dietro di me. Una mano mi sfiora il fianco, scivola giù, e senza preavviso un dito si insinua dentro di me. Un brivido mi percorre tutto il corpo, un mix di sorpresa e piacere che mi fa gemere contro la bocca del primo ragazzo.

“Ti piace, eh?” dice quello dietro di me, la voce bassa, quasi un ringhio. Non lo vedo, ma sento il suo respiro sul collo, il suo dito che si muove, lento ma deciso, esplorando. Mi mordo il labbro, incapace di rispondere, mentre il primo ragazzo mi stringe i fianchi, il suo corpo premuto contro il mio. “Rilassati, ci divertiamo un po’,” aggiunge, e mi bacia di nuovo, più profondo, più vorace.

Non so come, ma intorno a me ci sono altre mani, altre voci. Qualcuno mi prende le braccia, le guida verso il basso, e sento sotto le dita la durezza di membri turgidi, caldi, pulsanti. Chiudo gli occhi, la musica che mi rimbomba nelle orecchie, il calore dei corpi che mi circonda. “Toccaci,” sussurra uno di loro, e io obbedisco, stringendo, accarezzando, mentre il dito dentro di me diventa due, e un gemito mi sfugge dalle labbra.

“Guardalo, è già pronto,” dice uno di loro, ridendo piano. Mi spingono verso il basso, non so chi, non importa. Mi ritrovo in ginocchio, la schiuma che mi ricopre il petto, le gambe, mentre un cazzo mi viene spinto davanti alla bocca. È grosso, pesante, la pelle liscia e tesa, un odore forte, muschiato, che mi invade i sensi. Apro la bocca, lo prendo, e il sapore salato mi colpisce subito, mescolato al gusto della schiuma che mi cola sulle labbra. “Cazzo, sì, così,” grugnisce il ragazzo davanti a me, le mani nei miei capelli, guidandomi nei movimenti.

Dietro di me, qualcuno mi solleva i fianchi, le mani ruvide sulla pelle. Sento la punta di qualcosa di duro premere contro di me, e poi, con un movimento lento ma inesorabile, entra. È spesso, mi allarga, mi riempie, e un misto di dolore e piacere mi fa inarcare la schiena. “Piano, cazzo,” mormoro, la voce spezzata, ma quello dietro di me ride. “Tranquillo, ti abitui,” dice, e inizia a muoversi, ogni spinta un’onda che mi scuote tutto il corpo. La musica copre i nostri gemiti, ma li sento lo stesso, i loro respiri pesanti, i loro grugniti di piacere.

Davanti a me, il ragazzo che sto succhiando mi stringe i capelli più forte, il ritmo dei suoi fianchi che accelera. “Cazzo, sto per venire,” ansima, e io sento il suo membro pulsare contro la mia lingua, il calore che si accumula. Mi tira indietro appena in tempo, e il liquido caldo mi colpisce il viso, mescolandosi alla schiuma, scivolando lungo le guance. “Bravo,” dice, ansimando, e si tira indietro, lasciando spazio a un altro.

Non ho nemmeno il tempo di riprendere fiato che un altro cazzo mi viene messo davanti, più lungo, più sottile, ma altrettanto duro. “Apri,” ordina una voce nuova, e io obbedisco, la bocca ancora sensibile, il sapore del primo ancora sulle labbra. Lo prendo, lo lavoro con la lingua, mentre quello dietro di me continua a spingere, ogni affondo più profondo, più rapido. Sento il suo respiro diventare irregolare, le sue mani che mi afferrano i fianchi con forza. “Cazzo, sei stretto,” ringhia, e poi si ferma, un gemito gutturale che si perde nella musica mentre si svuota dentro di me, caldo, abbondante.

Si ritira, lasciandomi ansimante, ma non c’è pausa. Un altro prende il suo posto, le mani che mi spalancano, la sensazione di essere di nuovo riempito che mi fa tremare. Questo è più grosso, mi allarga al limite, e ogni spinta è un misto di bruciore e piacere che mi fa stringere i denti. “Ti piace, vero?” dice, la voce rauca, e io riesco solo a gemere in risposta, mentre davanti a me continuo a succhiare, la bocca piena, la lingua che si muove instancabile.

La schiuma mi ricopre, mi scivola lungo la schiena, tra le gambe, mescolandosi al sudore e ad altro. L’odore è intenso, un mix di pelle, sesso e sapone, e il calore dei corpi intorno a me è soffocante, ma eccitante. Un altro ragazzo si avvicina, si mette di fianco, e mi guida una mano verso di lui. Lo stringo, lo accarezzo, sentendo la sua durezza sotto le dita, il modo in cui pulsa mentre lo lavoro. “Sì, così, non fermarti,” mi dice, la voce spezzata dal piacere, e io continuo, il ritmo dettato dai loro gemiti, dalle loro spinte.

Quello dietro di me accelera, i suoi movimenti diventano frenetici, e sento il suo respiro sul collo, i suoi denti che mi sfiorano la pelle. “Sto venendo, cazzo,” grugnisce, e poi si lascia andare, un calore che mi riempie di nuovo, un’onda che mi scuote. Si tira indietro, ansimando, e per un momento penso che sia finita, ma un altro è già pronto, mi gira, mi mette a quattro zampe sulla schiuma, il pavimento freddo sotto le ginocchia.

“Guardate come lo vuole,” dice uno di loro, ridendo, e io sento la punta di un altro membro premere contro di me. Questo entra più facilmente, scivolando dentro con un movimento fluido, e io gemo, la testa che gira, il corpo che trema di piacere e fatica. Davanti a me, quello che stavo succhiando si sposta, si mette sotto di me, e mi guida la testa verso il basso. “Finisci il lavoro,” dice, e io lo prendo di nuovo in bocca, il sapore forte, il calore che mi riempie i sensi.

Le spinte dietro di me sono profonde, regolari, ogni affondo un colpo che mi fa perdere il controllo. Sento mani ovunque, che mi stringono, mi accarezzano, mi schiaffeggiano. “Sei nostro stasera,” dice uno di loro, e io non rispondo, non posso, la bocca piena, il corpo teso al limite. Quello davanti a me geme forte, si irrigidisce, e un altro fiotto caldo mi colpisce la gola, facendomi tossire, ma non mi fermo, continuo a leccare, a succhiare, mentre quello dietro di me rallenta, il suo respiro che diventa un rantolo.

“Sto per esplodere,” dice, e poi si ferma, un ultimo affondo profondo, e sento il suo calore mescolarsi a tutto il resto, un’ondata che mi fa tremare. Si ritira lentamente, lasciandomi vuoto, esausto, ma ancora eccitato, il corpo che pulsa di desiderio. Mi rialzo a fatica, la schiuma che mi cola lungo le gambe, il viso appiccicoso, il respiro corto. Intorno a me, i ragazzi si guardano, ridono, si danno pacche sulle spalle.

“Sei stato bravo,” dice uno di loro, battendomi una mano sul fianco. Io sorrido appena, la testa leggera, il corpo ancora in fiamme. La musica continua a pompare, la schiuma mi avvolge, e so che la notte è ancora lunga.

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