Racconti Piccanti
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Ti piacciono?

Ti piacciono?

23 Marzo 2026·8 min di lettura

Sono le sei di un venerdì sera, e io sono stanco morto. La settimana è stata un inferno al lavoro, con scadenze che mi hanno fatto dormire quattro ore a notte. Ho bisogno di staccare, di rilassarmi, di non pensare a niente. Così decido di andare in una spa low-cost che ho trovato online, un posto un po’ spartano ma economico, con sauna mista e qualche vasca termale. Non è il lusso, ma a me basta un po’ di calore e silenzio. Prendo la borsa con l’asciugamano, un cambio di mutande e ciabatte, e mi avvio.

Arrivo al centro benessere, che è poco più di un capannone ristrutturato in una zona periferica della città. L’odore di cloro e umidità mi colpisce appena entro. Alla reception una signora annoiata mi consegna un braccialetto con la chiave dell’armadietto e mi indica lo spogliatoio. Mi cambio in fretta, mi avvolgo l’asciugamano attorno alla vita e scendo verso la sauna mista. Il regolamento dice che si entra nudi, niente costume, quindi lascio l’asciugamano appeso fuori ed entro.

Dentro, il calore mi investe come una parete solida. Il vapore è denso, l’aria pesante, e ci vedo a malapena. Sento il legno caldo sotto i piedi mentre mi guardo intorno. La sauna non è grande, ci saranno una decina di posti sulle panche disposte su due livelli. E non sono solo. Di fronte a me, seduti vicini, ci sono un uomo e una donna, una coppia, presumo. Lui è un tipo muscoloso, con spalle larghe e braccia definite, la pelle lucida di sudore. Ha i piedi grandi, posati con sicurezza sul legno, le vene che si intravedono sotto la pelle. Lei è più minuta, con un corpo snello, i capelli scuri legati in una coda disordinata. I suoi piedi sono piccoli, delicati, con lo smalto rosso brillante sulle unghie. Sono entrambi nudi, come da regolamento, e non sembrano minimamente a disagio.

Mi siedo sulla panca di fronte, mantenendo una distanza che mi sembra rispettosa. Il calore mi avvolge, e cerco di rilassarmi, chiudendo gli occhi per un momento. Ma non ci riesco. Il mio sguardo continua a cadere sui loro piedi. Non so perché, ma non riesco a smettere di guardarli. I piedi di lui, grandi e forti, con quella ruvidità maschile che mi fa battere il cuore un po’ più forte. E quelli di lei, così curati, con quello smalto che spicca nel vapore. Sento una vampata di imbarazzo che non ha nulla a che fare con il calore della sauna. Mi accorgo che sto fissando troppo, e cerco di distogliere lo sguardo, ma è come se i miei occhi avessero una volontà propria.

Dopo qualche minuto, la ragazza si sporge leggermente in avanti, un sorrisetto sulle labbra. Mi guarda dritto negli occhi e dice, con un tono basso ma chiaro: “Ti piacciono?”

Divento paonazzo. Sento il sangue che mi sale alla testa, il cuore che mi martella nel petto. Non so cosa rispondere. Balbetto qualcosa, un “ehm” che non significa niente, mentre cerco di capire se sta scherzando o se è seria. Lei non distoglie lo sguardo, e il suo sorriso si allarga un po’. L’uomo accanto a lei alza lo sguardo su di me, senza dire nulla, ma con un’espressione che sembra più curiosa che ostile. “I piedi,” chiarisce lei, con una voce che è quasi un sussurro. “Ho visto come li guardi. Ti piacciono o no?”

Non so come rispondere. Mi sento esposto, vulnerabile, nudo in tutti i sensi. “Io… non so, scusate se vi ho fissato, non volevo disturbare,” riesco a dire, con la voce che trema un po’. Lei ride piano, un suono che mi fa rabbrividire. “Non ci dai fastidio,” dice, e poi guarda il suo compagno. “Vero, Luca?”

Lui annuisce, un movimento lento della testa. “Tranquillo, amico. Non c’è niente di male a guardare,” dice, con una voce profonda, calma. Ma c’è qualcosa nei suoi occhi, un’intensità che mi fa sentire ancora più a disagio. O forse non è disagio. Forse è qualcosa che non voglio ammettere nemmeno a me stesso.

Il vapore sembra diventare più denso, o forse è solo la mia testa che gira. La tensione nell’aria è palpabile, come se ci fosse un’energia che ci lega tutti e tre, anche se non ci conosciamo. Lei si sposta un po’, allungando una gamba verso di me, il piede piccolo e perfetto che si avvicina al mio spazio. “Se ti piacciono, puoi guardare da vicino,” dice, con quel sorrisetto che non so se è provocatorio o sincero. Io deglutisco, il cuore che mi batte così forte che penso lo sentano anche loro. Non so cosa fare, ma non riesco a distogliere lo sguardo da quel piede, da quelle dita curate, dallo smalto che brilla sotto la luce fioca della sauna.

“Non morde mica,” aggiunge lei, con una risata leggera. Luca, il suo compagno, si appoggia indietro sulla panca, le braccia incrociate, osservando la scena senza intervenire. “Fai come vuoi, amico,” dice, con un tono che sembra quasi di sfida. Io sono paralizzato, ma allo stesso tempo c’è una parte di me che vuole cedere, che vuole avvicinarsi, che vuole lasciarsi andare a questa situazione assurda.

Alla fine, mi sposto un po’ più vicino, lentamente, come se stessi camminando su un terreno instabile. Lei non ritrae il piede, anzi, lo muove appena, facendolo scivolare lungo la panca verso di me. Il contatto visivo è inevitabile, e sento il calore che mi sale al viso, ma anche più in basso. “Bravissimo,” sussurra lei, e c’è qualcosa nella sua voce che mi fa venire i brividi. Poi, con un movimento lento ma deciso, appoggia il piede sulla mia gamba, appena sopra il ginocchio. La sensazione della sua pelle contro la mia è elettrica, e io non so più cosa sto facendo, ma non voglio che si fermi.

Il vapore ci avvolge, e il silenzio della sauna è rotto solo dal rumore del nostro respiro. Lei muove il piede con una lentezza esasperante, facendolo scivolare più in alto, verso l’interno della mia coscia. Il mio corpo reagisce, non posso farci niente, e sento il sangue che mi pulsa nelle vene. Guardo verso Luca, aspettandomi rabbia o disgusto, ma lui è ancora appoggiato indietro, con un’espressione che non riesco a decifrare. Poi, con un movimento che sembra quasi casuale, allunga una gamba, posando uno dei suoi piedi grandi e forti vicino a me.

“Se ti piace guardare, puoi anche toccare,” dice, con quella voce profonda che mi fa tremare. Io sono completamente fuori dalla mia zona di comfort, ma c’è qualcosa in loro, in questa situazione, che mi spinge avanti. Mi chino lentamente, con il cuore in gola, e sfioro con le dita il piede di Luca. La pelle è ruvida, calda, e sento le vene sotto le dita. Non so cosa sto facendo, ma non riesco a fermarmi. Mi avvicino ancora di più, e con un coraggio che non sapevo di avere, porto la sua gamba più vicino alla mia bocca. Lecco piano una delle dita, assaporando il sudore salato, il calore della pelle. È una sensazione che mi travolge, che mi fa perdere ogni inibizione.

Nel frattempo, il piede di lei si muove ancora, scivolando più in alto, fino a sfiorare il mio sesso. Sono già duro, e il contatto mi fa trattenere il respiro. Lei non dice nulla, ma sento il suo sguardo su di me, e il suo movimento diventa più deciso, strofinando con una pressione che mi fa quasi gemere. Mi mordo il labbro per non fare rumore, perché so che non siamo soli, che ci sono altri clienti nella spa, e il pensiero di essere scoperti mi terrorizza e mi eccita allo stesso tempo.

Luca si sporge un po’ in avanti, guardandomi mentre continuo a leccare le sue dita, succhiandole piano, sentendo il sapore della sua pelle. “Ti piace, eh?” sussurra, con un tono che è quasi un ringhio. Io non rispondo, non ci riesco, ma annuisco appena, perso in quello che sto facendo. Lei, dall’altra parte, aumenta il ritmo, il suo piede che si muove su di me con una precisione che mi fa impazzire. “Non fare rumore,” mi avverte sottovoce, con un sorriso malizioso. “Non vogliamo compagnia, vero?”

Io scuoto la testa, il respiro corto, mentre continuo a leccare il piede di Luca, prendendomi tutto il tempo, assaporando ogni centimetro. Le sue dita sono grandi, ruvide, e il contrasto con la delicatezza di lei mi manda fuori di testa. Il vapore ci nasconde, ma il suono del nostro respiro, dei piccoli movimenti, sembra amplificato nel silenzio della sauna. Sento il mio corpo che trema, vicino al limite, mentre il piede di lei continua a strofinarmi, ora più veloce, ora più lento, giocando con me in un modo che mi fa perdere la testa.

“Piano, cazzo, non voglio venire subito,” riesco a sussurrare, con la voce spezzata. Lei ride piano, un suono che mi fa rabbrividire. “Tranquillo, ti faccio durare,” risponde, rallentando appena, ma senza fermarsi. Luca, nel frattempo, sposta il piede, facendomi succhiare un’altra delle sue dita, e io lo faccio con una voglia che non riesco a controllare. “Sei bravo, sai?” dice, con un tono che è quasi di apprezzamento. Io non rispondo, troppo concentrato su quello che sto facendo, sul calore del suo piede, sulla pressione del piede di lei che mi porta sempre più vicino al bordo.

La tensione cresce, il mio corpo è teso come una corda, e sento che non posso resistere ancora a lungo. Il piede di lei si muove con un ritmo perfetto, sfregando contro di me, mentre continuo a succhiare le dita di Luca, sentendo il suo sapore, il suo odore, il sudore che mi riempie i sensi. Il vapore ci avvolge, il calore è soffocante, ma non mi importa. Sono perso in questo momento, in questa cosa assurda che non avrei mai immaginato di vivere.

Alla fine, non ce la faccio più. Vengo con un gemito soffocato, trattenendo il respiro per non farmi sentire, il corpo che trema mentre il piacere mi travolge. Lei rallenta il movimento, ma non si ferma subito, lasciandomi cavalcare l’onda fino alla fine. Luca mi guarda, un sorrisetto appena accennato sulle labbra, mentre ritiro la bocca dal suo piede, ansimando piano. Nessuno di noi dice nulla per qualche secondo, il silenzio rotto solo dal suono del vapore e dal nostro respiro.

Mi appoggio indietro sulla panca, cercando di riprendere fiato, il corpo ancora scosso. Lei ritrae il piede, posandolo di nuovo vicino a sé, e si scambia un’occhiata con Luca. Non c’è imbarazzo, non c’è giudizio. Solo un tacito accordo che quello che è successo rimarrà qui, in questa sauna, tra noi. Io li guardo, ancora un po’ stordito, ma con una strana sensazione di calma. Non so cosa dire, ma non serve. Ci capiamo senza parole.

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