Il video umiliante
Mi chiamo Paolo, ho 43 anni, una pancia che non riesco più a nascondere e una testa che ha perso i capelli anni fa. Sono sposato con Sara, 36 anni, una donna che non passa inosservata: capelli rossi che sembrano fuoco, curve generose, un seno che ti fa girare la testa e un culo che, diciamocelo, è un’opera d’arte. La amo, ma il nostro matrimonio è diventato una routine stanca. Non è che non ci provi, ma tra lavoro, stress e il tempo che passa, il sesso è diventato un dovere più che un piacere. Fino a qualche mese fa, almeno. Poi è arrivato Luca.
Luca ha 30 anni, è tutto tatuaggi e muscoli, con un atteggiamento da padrone che ti fa sentire piccolo anche solo a guardarlo. L’abbiamo conosciuto per caso, in un bar, una sera che io e Sara eravamo usciti a bere qualcosa. Lui ci ha puntati subito, con quel sorrisetto da stronzo che dice “so cosa vuoi, anche se non lo sai”. Ha iniziato a parlare con Sara, ignorandomi completamente, e io, invece di incazzarmi, ho sentito qualcosa di strano. Un misto di rabbia e… eccitazione. Non so spiegarmelo, ma vedere mia moglie ridere alle sue battute, arrossire quando le ha sfiorato un braccio, mi ha fatto battere il cuore in un modo che non provavo da anni. Quella sera abbiamo accettato il suo invito a casa sua, e da lì è iniziato tutto.
Stasera siamo nella nostra camera da letto. La telecamera è accesa, appoggiata su un treppiede in un angolo, con la luce rossa che lampeggia. Io sono nervoso, ma non riesco a dire di no. Luca è già qui, in piedi, con una maglietta aderente che mostra ogni muscolo del suo torso. Mi guarda con quel ghigno che mi fa sentire una nullità, poi tira fuori dalla borsa un paio di mutandine rosa e un reggiseno dello stesso colore. “Mettiteli, Paolo,” mi ordina, senza nemmeno guardarmi negli occhi. Io esito, sento il viso andare a fuoco. “Dai, non fare lo stronzo, lo sai che ti piace,” aggiunge, e Sara, seduta sul letto con una vestaglia nera che le copre a malapena le cosce, mi guarda con un misto di imbarazzo e curiosità. Alla fine, con le mani che tremano, me li infilo. Mi sento ridicolo, umiliato, ma c’è una parte di me che si accende, che vuole vedere cosa succede.
Luca si avvicina a Sara, le accarezza il viso con una mano, poi le scosta i capelli rossi dal collo e le bacia la pelle. Lei chiude gli occhi, un respiro profondo le sfugge dalla bocca. Io sono in piedi accanto al letto, con queste mutandine che mi stringono e il reggiseno che mi fa sembrare un idiota, ma non riesco a distogliere lo sguardo. Luca mi indica con un cenno del mento. “Inginocchiati lì, cornuto. Guardaci bene.” Mi siedo per terra, le ginocchia che scricchiolano, e il cuore che mi martella nel petto. Vorrei protestare, ma non ci riesco. Una parte di me lo vuole, lo desidera.
Luca inizia a spogliare Sara con una lentezza che mi fa impazzire. Le slaccia la vestaglia, lasciando che scivoli sulle spalle, rivelando il suo corpo. I suoi seni sono pieni, con i capezzoli già duri, e la pelle chiara è coperta da qualche lentiggine che mi fa sempre pensare a una mappa segreta. Luca le passa una mano sul fianco, poi scende fino al bordo delle mutandine nere che indossa, infilandoci le dita dentro. Lei geme piano, e io stringo i pugni. Vorrei essere al posto suo, ma allo stesso tempo sono eccitato da questa cosa, dal vedere un altro che la tocca.
“Ti piace, vero?” mi dice Luca, guardandomi per un attimo prima di tornare a concentrarsi su Sara. Le toglie le mutandine, lasciandola nuda, e si inginocchia davanti a lei, tra le sue gambe aperte. Le bacia l’interno delle cosce, poi più su, fino a sfiorarle il sesso con la lingua. Sara inarca la schiena, le mani che afferrano le lenzuola, e io sento il sangue ribollirmi. Luca è lento, metodico, le lecca il clitoride con movimenti circolari, poi infila un dito dentro di lei, facendola gemere più forte. “Cazzo, è bagnatissima,” dice, con un tono che è quasi una provocazione rivolta a me. Io non rispondo, non ci riesco. Sono lì, inginocchiato, con il respiro corto e un’erezione che mi fa male sotto queste mutandine ridicole.
I preliminari sembrano durare un’eternità. Luca la tocca, la bacia, le succhia i capezzoli fino a farla tremare. Le sue mani, grandi e ruvide, le accarezzano il culo, lo stringono, mentre lei gli infila le dita tra i capelli corti e lo tira più vicino. “Oh, sì, continua,” sussurra Sara, la voce roca, e io mi sento un intruso, ma non posso smettere di guardare. Alla fine, Luca si alza, si sfila i jeans e i boxer, mostrando un cazzo che, lo ammetto, mi fa sentire ancora più inadeguato. È grosso, duro, e lui lo accarezza con un sorrisetto, guardando prima Sara e poi me.
“Vieni qua, bella,” le dice, facendola sdraiare sulla schiena, con la testa vicina al bordo del letto, proprio davanti a me. Le alza le gambe, mettendosele sulle spalle, e si posiziona tra le sue cosce. Poi guarda dritto nella telecamera, con quel ghigno da stronzo. “Guarda questo cornuto patetico, si eccita a vedere un uomo vero che gli sfonda la moglie.” Le sue parole mi colpiscono come uno schiaffo, ma invece di incazzarmi, sento un’ondata di calore che mi attraversa. Luca spinge dentro Sara con un movimento lento ma deciso, e lei lancia un gemito che mi fa stringere lo stomaco. La penetra fino in fondo, poi si ferma un attimo, lasciando che lei si abitui, prima di iniziare a muoversi.
Il ritmo è dapprima lento, poi più veloce. Ogni spinta fa sobbalzare i seni di Sara, il suo corpo si muove sotto di lui, e il letto cigola rumorosamente. L’odore di sesso riempie la stanza, un misto di sudore e di eccitazione che mi fa girare la testa. “Cazzo, sei strettissima,” grugnisce Luca, dandole una sculacciata leggera sul fianco. Sara geme, gli occhi socchiusi, e lui le afferra i capelli rossi con una mano, tirandola leggermente indietro. “Dimmi che il tuo maritino è un fallito,” le ordina, con voce ferma. Lei esita, mi guarda per un secondo, ma Luca le dà una spinta più forte, facendola urlare. “Dillo!” insiste.
“Il mio maritino… è un fallito,” dice lei, con la voce spezzata dal piacere e dall’imbarazzo. Luca ride, soddisfatto, e continua a scoparla con forza, il suono dei loro corpi che sbattono uno contro l’altro che riempie la stanza. Io sono ancora lì, inginocchiato, con le mani che tremano e il cuore che mi scoppia nel petto. Non so se sono più umiliato o eccitato, ma non riesco a distogliere lo sguardo. Luca cambia posizione, fa girare Sara a pancia in giù, le alza i fianchi e la penetra da dietro, tenendola per le natiche. Ogni spinta è profonda, decisa, e lei urla, il viso schiacciato contro il materasso, i capelli rossi sparsi come un’aureola di fuoco.
Dopo un po’, il ritmo di Luca diventa più irregolare, il suo respiro si fa pesante. “Sto per venire, cazzo,” ringhia, e con un ultimo affondo profondo, si ferma dentro di lei, il corpo teso mentre si svuota. Sara trema sotto di lui, un gemito lungo le sfugge dalla gola. L’odore acre del sesso è ovunque, e io sono ancora lì, immobile, con il fiato corto. Luca si ritira lentamente, una goccia di sperma che cola lungo la coscia di Sara, poi si gira verso di me. “Alzati, cornuto,” mi ordina, con un tono che non ammette repliche. Io obbedisco, le gambe che mi tremano. Mi porge il suo telefono, con un sorrisetto. “Posta il video sul gruppo WhatsApp dei tuoi amici. Scrivi: ‘Mia moglie finalmente scopata come merita’.”
Con le mani che ancora tremano, prendo il telefono, apro l’app e carico il video. Scrivo la didascalia, esattamente come mi ha detto. Premo invio, e un brivido mi corre lungo la schiena. Non so cosa succederà domani, ma in questo momento, con il cuore che mi batte all’impazzata e il corpo che vibra di un’eccitazione che non riesco a spiegare, non mi importa.
